Deficit sanitario pugliese: “Taranto ha già saldato il suo debito”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina
“La situazione debitoria della sanità in Puglia relativa al 2025, emersa durante il recente incontro fra i vertici del ministero della Salute e del dipartimento regionale della Salute, è abbastanza chiara.
Il disavanzo di 369mln di euro dipinge dunque una situazione molto critica. Ma penso sia doveroso fare alcune considerazioni, soprattutto (e non per sterile campanilismo) sulla situazione del territorio jonico.
Taranto in questi ultimi anni – soprattutto durante i due governi di Michele Emiliano – ha già pagato un prezzo assai più alto rispetto alle altre province pugliesi, senza mai ricevere nulla in cambio.
Nella fattispecie c’è stato uno svantaggio che è stato pagato caramente prima di tutto dai cittadini, i quali quando cercano di accedere ai servizi del sistema (prenotare una visita medica o un esame strumentale nelle nostre strutture sanitarie oppure quando vengono inghiottiti nel caos dei Pronto Soccorsi), molto spesso non ricevano risposte concrete e soddisfacenti.
In secondo luogo, le differenze fra Taranto e le altre province colpiscono duramente anche gli operatori sanitari, i quali il più delle volte lavorano in condizioni disumane, perché sono insufficienti.
Quindi nella provincia jonica si sono sempre rispettati gli esigui parametri dettati dai governi, al contrario di quello che è accaduto nelle altre province.
Stesso copione è stato seguito per la Sanitaservice di Taranto, nella quale i livelli in cui sono stati inquadrati alcuni operatori non corrispondono a quelli adottati nelle altre Sanitaservice pugliesi. Ed inoltre non si è voluto creare un organigramma aziendale che potesse dare una seria impostazione organizzativa ai servizi svolti.
In sostanza, le strategie regionali sinora adottate hanno sempre penalizzato il nostro territorio e questo è un dato di fatto. Quindi Taranto, in generale, non ha mai avuto cospicue incidenze sul deficit sanitario pugliese. Per questo i provvedimenti che il governo Decaro adesso vorrà adottare non cadano indistintamente su Taranto come sulle altre province, ma è necessario ci sia una distribuzione proporzionata in base al debito prodotto in ogni singola provincia in questi anni.
Infine, credo sia necessario anche puntualizzare sul ruolo che dovrà avere il nuovo ospedale che sorgerà nel capoluogo jonico e per il quale ancora non si conoscono i tempi certi per la sua attivazione. Ovvero la Regione Puglia non trasformi il nuovo ospedale in un pretesto per poi chiudere altre strutture sanitarie presenti nell’area jonica. Perché non dimentichiamo che il nostro territorio ha già pagato duramente negli anni con la chiusura di 3 ospedali e con l’accorpamento di numerosi reparti e servizi, privando l’utenza di ciò che aveva diritto.
In definitiva, mi sia consentito dirlo a chiare lettere, i tarantini hanno già saldato il debito e non vogliono pagare quello degli altri”.
Redazione InfoNurse
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