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Asl Taranto: Fials e Cisl Fp in stato di agitazione. Chiesto l’intervento del prefetto

La sanità tarantina torna al centro della tensione istituzionale. Cisl Fp e Fials hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del comparto della Asl Taranto e chiesto l’intervento del prefetto per sbloccare una situazione che definiscono “grave e non più sostenibile”.

Al centro della vertenza non vi sono rivendicazioni semplicemente economiche, ma il blocco delle relazioni sindacali e l’assenza di regole chiare nell’organizzazione del lavoro. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, l’Asl Taranto avrebbe subordinato il confronto sindacale a passaggi burocratici interni, rinviando di fatto ogni tavolo e lasciando irrisolti nodi che incidono direttamente sui servizi ai cittadini.

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Sul tavolo restano questioni cruciali: piani per abbattere le liste d’attesa, turni e straordinari, mobilità del personale tra sedi senza criteri trasparenti e un sistema di valutazione fermo a oltre vent’anni fa. “Non si può chiedere efficienza ai lavoratori senza regole aggiornate e condivise”, denunciano i sindacati.

Particolarmente grave viene ritenuta la mancata attivazione dell’Organismo paritetico per l’innovazione, previsto dal contratto nazionale per migliorare servizi, sicurezza e benessere organizzativo. Uno strumento che, in un sistema sanitario sotto pressione, potrebbe prevenire criticità e sostenere il personale, ma che a Taranto non è mai stato reso operativo.

La vertenza assume anche un rilievo politico: il rischio, evidenziano le orfanizzazioni sindacali, è che senza confronto e programmazione si scarichino sui lavoratori le inefficienze del sistema, con ricadute inevitabili sulla qualità dell’assistenza.

“Non chiediamo privilegi _ affermano i segretari generali Emiliano Messina (Fials Taranto) e Giuseppe Lacorte (Cisl Fp Taranto Brindisi) -, ma regole certe, rispetto del contratto e un confronto vero. Senza queste condizioni, a pagare saranno i cittadini”.

Ora la palla passa alla prefettura, chiamata a convocare le parti per tentare una mediazione. In assenza di soluzioni, i sindacati non escludono ulteriori iniziative di mobilitazione.

Redazione InfoNurse

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