Assistente di studio odontoiatrico, tutte le novità del nuovo profilo professionale

Il nuovo documento, che modifica la disciplina del 2017, è composto da 15 articoli e definisce anche formazione, attività e competenze. L’intervista ad Annamaria Girardi, presidente dell’Associazione italiana assistenti studio odontoiatrico

La conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo profilo professionale dell’assistente di studio odontoiatrico (ASO). Il commento di Annamaria Girardi, presidente dell’Associazione italiana assistenti studio odontoiatrico, in un’intervista a Sanità Informazione.

Il nuovo profilo professionale dell’assistente di studio odontoiatrico modifica la disciplina del 2017. Presidente Girardi, quali sono le novità?


«Ritengo che le novità di maggior spessore siano riconducibili a quanto stabilito negli articoli 11 e 12 dell’Accordo che dovrà sostituire il DPCM 9 febbraio 2018. In particolare, si prevede che la qualifica A.S.O. possa essere acquisita, con esenzione dall’obbligo di frequenza del corso di formazione con la relativa acquisizione dell’attestato di qualifica professionale, da coloro i quali alla data del 21 aprile 2018 possano dimostrare – attraverso l’apposita documentazione prevista dal testo normativo – di aver avuto un inquadramento contrattuale di “assistente alla poltrona” di non meno di trentasei mesi, anche non consecutivamente, nell’arco degli ultimi dieci anni antecedenti l’entrata in vigore (21 aprile 2018) del medesimo DPCM 9 febbraio 2018.

Di questo beneficio potranno fruire anche coloro i quali abbiano avuto, nel medesimo arco di tempo, un differente inquadramento contrattuale rispetto a quello di Assistente alla poltrona ed abbiano svolto mansioni riconducibili a quelle dell’Assistente medesimo. Naturalmente, come già anticipato, di tale beneficio potranno fruire esclusivamente quei lavoratori in grado di produrre la documentazione indicata nell’art. 11 del provvedimento in corso di recepimento da parte del Consiglio dei Ministri. E’ stata anche prevista un’esenzione parziale dall’obbligo di frequenza del corso di formazione e dalla relativa acquisizione dell’attestato di qualifica professionale per chi non possa comprovare, a mezzo della documentazione di cui all’art. 11, comma 2 dell’emanando provvedimento di riforma, di aver svolto prestazioni di lavoro riconducibili alla figura dell’ASO. Queste figure acquisiranno la qualifica professionale al termine della frequenza di scuole di formazione certificate e il superamento dell’esame finale. La durata di questi corsi prevede una frequenza non inferiore a 250 ore di teoria e pratica».

Qual è stato l’iter che negli ultimi anni ha permesso di arrivare fin qui?


«Quella dell’assistente è una figura professionale introdotta dal Governo con D.P.C.M. del 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di fornire una nuova regolamentazione a un ruolo da sempre presente nell’ambito degli studi odontoiatrici. Tale storico approdo ha richiesto effettivamente un lungo iter di elaborazione. Il 23 novembre 2017 (Rep. Atti n. 209/CSR), con l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ha segnato la conclusione del lungo percorso di gestazione che ha condotto all’individuazione della nuova figura professionale. Il provvedimento normativo richiamato individua la figura dell’Assistente di Studio Odontoiatrico riconoscendo alla stessa la qualità di operatore di interesse sanitario. Una vera e propria “rivoluzione copernicana” rispetto al passato».

Il documento che delinea il profilo professionale è composto di 15 articoli e definisce la formazione, le attività e le competenze. Quali sono le parti salienti?


«L’Aso svolge la propria attività negli studi odontoiatrici e nelle strutture sanitarie che erogano prestazioni odontostomatologiche e non può assolutamente intervenire sul paziente. L’Aso opera quindi in regime di dipendenza e svolge la propria attività in collaborazione con l’equipe odontoiatrica, secondo le linee organizzative-operative definite, attenendosi alle disposizioni dei professionisti sanitari. Le aree di competenza sono di tipo tecnico-clinico, relazionale, segretariale e amministrativo. La formazione, propedeutica al fine del conseguimento dell’attestato, è di competenza delle Regioni. E’ consentito l’utilizzo della Formazione a distanza (FAD) fino a un massimo del 30% delle lezioni frontali. A questo limite potrà derogarsi solo in presenza di situazioni emergenziali. Il corso di formazione ha una durata complessiva non inferiore a 700 ore, suddivise in 300 di teoria e 400 di tirocinio. Il percorso di formazione ha una durata non superiore ai 12 mesi. Al termine dovrà essere sostenuto e superato l’esame finale, consistente in una prova teorica ed una prova pratica. Al superamento dell’esame consegue il rilascio dell’attestato di qualifica/certificazione per Assistente di Studio Odontoiatrico, valido in tutto il territorio nazionale».

È auspicabile che la formazione diventi di competenza universitaria?


«Questo passaggio, al momento, resta custodito in un “libro dei sogni”. Per il futuro, si vedrà. Resta fondamentale, a mio avviso, il mantenimento di uno standard elevato nella qualità della formazione. L’Assistente di studio odontoiatrico opera in ambito sanitario. Pertanto, ritengo che l’aggiornamento costante sia irrinunciabile e debba essere implementato attraverso i Seminari scientifici-culturali che l’A.IA.S.O. (Associazione Nazionale di Studio Odontoiatrico), per esempio, organizza con la preziosa e insostituibile collaborazione con le Associazioni degli odontoiatri e l’Università. Non va infine dimenticato che gli ASO certificati hanno anche precisi obblighi da assolvere. Infatti, è stabilito espressamente che essi debbano frequentare, nell’arco di ciascun anno, degli eventi formativi di aggiornamento della durata di almeno 10 ore».

Fonte: sanitàinformazione

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