I lavoratori ”fragili” ancora una volta lasciati soli dal governo

Il GRUPPO “LAVORATORI FRAGILI UNITI PER SOPRAVVIVERE” è formato da 600 lavoratori cosiddetti “fragili”; ovvero disabili gravi, immunodepressi, con patologie oncologiche, trapiantati, in chemioterapia ed altre terapie salvavita, impossibilitati ad eseguire smart working per mansione.


Dopo aver fruito di un periodo di assenza precauzionale dal lavoro equiparata a ricovero ospedaliero (ai sensi dell’art. 26 comma 2 del Dl “Cura Italia”, quindi prorogato dai Dl “Rilancio” ed “Agosto”), dal 16 ottobre siamo rimasti inspiegabilmente privi di qualsiasi tutela sanitaria e previdenziale; malgrado la proroga dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 dichiarata attualmente sino al 31 Gennaio 2021.

A causa delle nostre patologie, noi lavoratori fragili siamo più a rischio rispetto alla restante popolazione sana di sviluppare conseguenze gravissime in caso di un eventuale contagio da nuovo Coronavirus; pertanto il Governo avrebbe dovuto provvedere in maniera tempestiva ed in via prioritaria ad un’adeguata tutela della nostra salute e del nostro lavoro, due diritti costituzionali e come tali garantiti.

Ma, evidentemente, il nostro diritto alla salute ed al lavoro continua ad essere “calpestato”, come confermato dalla recente ennesima bocciatura; da parte del Governo e degli esponenti di maggioranza, di vari emendamenti tesi alla tutela dei lavoratori fragili presentati al decreto Ristori (AS n. 1994).


È evidente che il Governo continua ancora una volta a “lasciarci indietro”, nonostante da mesi si “impegni” con l’approvazione di svariati ordini del giorno (ODG) a provvedere alla nostra tutela; nonostante gli innumerevoli emendamenti presentati a nostro favore nei vari DDL che si sono susseguiti da mesi ma puntualmente bocciati, per mancanza di fondi, sostengono.


Siamo davvero stanchi e logorati da tutto questo stress psicologico, che stiamo ingiustamente patendo. Molti di noi si sono ritrovati senza retribuzione o licenziati per superamento del periodo di comporto; non essendo stata l’assenza ricovero scorporata dal comporto, poiché non in tutti i CCNL l’assenza ricovero è non computabile nel periodo di comporto.


Siamo stati messi di fronte ad una “scelta obbligata”: restare a casa per tutelare la nostra salute ma senza alcuna retribuzione; oppure andare a lavorare in presenza per “portare il pane a casa”, ma rischiando di morire per Covid. Tutto questo è inaccettabile, ancor di più se si pensi al fatto che i lavoratori sani sono in smart working al sicuro nelle loro case; mentre noi i più “fragili” rischiamo la vita per lavorare in presenza, poiché siamo incompatibili con il lavoro agile per mansione (operatori sanitari, operai, cassieri, pulitori, trasportatori..).


Vorremmo dire a tutti i politici, che fingono di “non vederci”, che sicuramente non riuscite a capirci, perché non sapete lontanamente cosa voglia dire vedersi piombare improvvisamente la malattia addosso; non sapete cosa voglia dire passare ore e giornate intere nei vari ospedali, non sapete come ci si possa sentire in un corpo minato dalla terapia, un corpo che non “senti” più tuo, che non riconosci più; non sapete cosa voglia dire alzarsi al mattino, guardarsi allo specchio e vedere il proprio volto cambiato e gli occhi tristi… non parliamo poi degli effetti collaterali, che abbiamo a causa della terapia. Ogni giorno ci facciamo forza per andare avanti e sorridiamo anche alla vita, grazie alla vicinanza di chi ci ama.


Ogni giorno lottiamo contro la nostra malattia per vivere… VOGLIAMO VIVERE. Non è giusto dovere “lottare” per far valere anche i nostri sacrosanti diritti di tutela della salute e del lavoro. “Il livello di civiltà di un popolo” – come recentemente ricordato dal Presidente Sergio Mattarella; in occasione della Giornata internazionale della Disabilità – Si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”. Ebbene, caro Governo italiano…ci state negando tutto ciò. È ora che vi sussultino le coscienze e poniate urgente rimedio a questa grave ed inaccettabile mancanza di tutela nei riguardi di tutti i lavoratori fragili.


Ancora una volta, ringraziamo l’Onorevole Antonio Tasso ed il Senatore Luigi Augussori , per averci voluto vedere ed ascoltare; per la tenacia con cui si battono in nostra difesa. È stato bello ricevere la vostra iscrizione al GRUPPO “LAVORATORI FRAGILI UNITI PER SOPRAVVIVERE”; siete l’esempio di due esponenti della politica, quella genuina ed attenta, che si fa portavoce delle esigenze degli “ultimi”.

Alla buona politica riconosciamo l’appartenenza anche dell’Onorevole Lisa Noja (di cui, a mero esempio di svariati atti, si allega l’interpellanza urgente, ancora senza risposta del Governo;  n. 2-01012,  e dell’Onorevole Alessandra Locatelli, che ringraziamo di vero cuore, per essersi sempre battute con passione e perseveranza per la nostra tutela; presentando ordini del giorno ed emendamenti ovunque ne avessero l’occasione e che puntualmente sono stati o bocciati dalla maggioranza e dal Governo o, seppur talvolta approvati (alcuni ODG), sono rimasti “impegni” disattesi nei fatti.


Ringraziamo anche l’On. Walter Rizzetto (di cui si veda, ad esempio, l’interrogazione n. 5-05023, presentata in sua vece dall’On. Federico Mollicone) e l’Onorevole Maria Spena (di cui si riporta, ad esempio, l’interrogazione n. 5-04886, ) per l’attenzione concreta e l’impegno profusi per la nostra tutela.


Invitiamo, pertanto, tutti i politici di ogni schieramento a confrontarsi, condividere e perseguire l’obiettivo comune di piena tutela per tutti i lavoratori fragili indistintamente nella Legge di Bilancio; affinché nessuno venga ancora una volta “lasciato indietro”…meno che mai un lavoratore fragile.

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