Nursing Up – L’Asl Città di Torino ritiri subito il bando per infermieri vaccinatori volontari a titolo gratuito

E’ un insulto alla nostra professione e al piano vaccinale

L’Asl Città di Torino ha pubblicato un bando per la ricerca di infermieri e medici volontari che forniscano a titolo gratuito la propria formazione specifica per il Piano Vaccinale. UNA BEFFA INACCETTABILE CHE IL NURSING UP, SINDACATO DEGLI INFERMIERI E DELLE PROFESSIONI SANITARIE, CHIEDE VENGA IMMEDIATAMENTE RITIRATA.

Siamo del tutto sconcertati dal bando avallato dal Direttore dell’ASL Città di Torino Carlo Picco, alla ricerca di infermieri e medici; che mettano a disposizione le loro professionalità a titolo gratuito. Il bando recita “L’A.S.L. Città di Torino manifesta la necessità di integrare il personale impiegato nell’attività vaccinale con personale sanitario volontario, anche pensionato; che sia disponibile a partecipare gratuitamente ad almeno un turno settimanale di 6 ore nei punti vaccinali dell’Azienda, ubicati nel territorio dell’A.S.L. Città di Torino ed attivi dal lunedì alla domenica dalle ore 8 alle ore 20”. Un bando che insulta la professione infermieristica e si affida all’improvvisazione per un ruolo che invece è cruciale nella lotta al covid.

Attaccano il Segretario regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri, e il segretario aziendale Città di Torino, Fausto Russo: “Questa decisione ha del farsesco, ci lascia basiti. Ancora una volta si escludono dal piano vaccini gli infermieri dipendenti del SSN, l’unica vera risorsa per immunizzare la cittadinanza; e lo si fa pensando di affidare un piano così importante e delicato al principio del volontariato che uno oggi può scegliere di fare e domani no. Incredibile. Noi non abbiamo nulla contro il volontariato, e crediamo che si tratti di una scelta nobile che ognuno in autonomia può fare per dare una mano in questi mesi di enorme emergenza. Ma tutt’altra cosa è fare un bando per reperire volontari a titolo gratuito.

Diciamolo una volta per tutte: per affrontare e vincere la guerra al Covid con il piano vaccinale serve personale contrattualizzato, adeguatamente retribuito che, se valorizzato, può dare una continuità alla campagna vaccinale, assicurando anche, se il caso, turni vaccinali h24. Mentre non si può chiedere al personale volontario di garantire una puntuale e costante programmazione dei turni e delle necessità di una vaccinazione di massa”.

Proseguono Delli Carri e Russo: “IL BANDO VA RITIRATO E SUBITO. Inoltre, il testo pubblicato dall’ASL Città di Torino richiede al personale volontario medico o infermieristico un impegno settimanale di 6 ore, ovvero la copertura di un turno. Ma come si può basare la campagna vaccinale su personale che fornisce la sola disponibilità di un turno settimanale di 6 ore? Ci rendiamo conto che in questo modo serviranno decine di migliaia di persone per vaccinare la cittadinanza?

È stato realizzato il bando per l’assunzione di infermieri a 36 mesi, poi l’ex premier Conte, nella legge di Bilancio, ha istituito il pagamento delle Prestazioni Aggiuntive, ossia lo strumento per avere gli infermieri subito all’opera come vaccinatori, a 50€ l’ora anche se a oggi questo compenso non è stato deliberato dalla Regione Piemonte. E oggi ci troviamo di fronte a questo bando? Per noi questa proposta è inaccettabile e irrealizzabile”.

Delli Carri e Russo sottolineano la scorrettezza del bando: “Un servizio sanitario che si rispetti deve garantire efficienza ai cittadini e garantire con la presenza di professionisti adeguatamente retribuiti e valorizzati. Il volontariato si sceglie, non si chiede attraverso un bando! Nel nostro Paese l’unico servizio di volontariato che viene ricercato attraverso un bando è quello del Servizio Civile che, comunque, non è a titolo gratuito ma retribuito. Il Nursing Up quindi chiede pubblicamente che venga ritirato questo bando che insulta la professione infermieristica. Saranno gli infermieri stessi a decidere, se lo riterranno, di mettersi a disposizione volontariamente per supportare gli enti in questa pandemia”.

Se si vuole davvero realizzare una campagna vaccinale che funzioni ci sono strade diverse. “Esistono all’interno dell’Azienda delle strutture efficienti, costituite da personale infermieristico specializzato e adeguatamente formato per le Vaccinazioni da anni – concludono Delli Carri e Russo -. Perché non prendere come esempio questo sistema organizzativo e adeguarlo alla campagna vaccinale per il covid? Perché non si pensa di coinvolgere attivamente, retribuendoli adeguatamente, i professionisti che già sono presenti nell’Azienda Sanitaria Città di Torino, anziché andare alla ricerca di “volontari”? Perché non si assumono altri infermieri ricorrendo alla classifica del bando a 36 mesi in modo da dedicarli esclusivamente alle vaccinazioni?

Pretendiamo risposte immediate dalla Regione e dai vertici dell’asl Città di Torino su questa questione inaccettabile, perché siamo convinti che il giusto coinvolgimento e riconoscimento economico dei professionisti della sanità sia l’unica e più corretta strada da percorrere per la veloce immunizzazione di tutti i cittadini”.

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Redazione InfoNurse

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