Rinnovo contrattuale per gli Oss: analisi approfondita della bozza Aran

Egregio Direttore di OssNews24,

desideriamo scendere nei dettagli e vorremo essere meno superficiali, più attenti al tema, ai valori in cui si crede, alle aspirazioni che perseguiamo.

Sappiamo benissimo che ogni grande obiettivo, si ottiene a piccoli passi. 

Leggiamo articoli di oss che stanno cantando vittoria sui contenuti del nuovo contratto del SSN. 

Molti oss dimenticano una cosa: oggi ancora più di ieri l’evoluzione passa dalla formazione per giungere ad un maggior riconoscimento economico. 

Alcuni quotidiani la vendono come una grande vittoria. La grande illusione. 

Prima di cantare vittoria bisogna capire se nella contrattazione si mantengono le proposte della bozza presentata dall’Aran, e cosa possiamo fare affinché tutto ciò diventi realtà? 

È inutile nasconderlo, esiste una frattura enorme tra gli oss, ci troviamo gli uni contro gli altri, “dividi et impera” affinché la categoria non abbia la capacità di essere coesa.

Se non verranno superate le divergenze si farà fatica a decollare, invece, noi tutti, dovremmo porci il problema di come poter far emergere nel modo eclatante le giuste ragioni: sociale, sanitario, economico rimane. 

Serve una riflessione comune, pacata, seria, attraverso uno spirito costruttivo.

Vogliamo analizzare la bozza del contratto del SSN.

E’ vero si legge una grande novità, alcuni aspetti declinati si avvicinano positivamente alla categoria oss, i contenuti del documento del 4 luglio 2012 pian piano si stanno realizzando ma, questi accorpamenti di professioni in aree, non fanno altro che frenare l’avanzata della professione oss.

Una mossa che la regina essendo slegata dalla torre e dall’alfiere, come da altri pezzi, cattura l’avversario mettendo in evidenza la sua potenza. 

Infatti, l’Aran riscrive il nuovo ordinamento delle professioni e il sistema dell’incarico che in molte realtà diventa difficile applicarlo.

Nascono 5 nuove aree di classificazione professionale, nuove procedure per le progressioni economiche e un nuovo sistema degli incarichi, raggruppando i profili professionali appartenenti alle 5 aree in 3 ambiti professionali: Sanitario, Socio sanitario e infine Amministrativo, tecnico e professionale con differenti livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali.

In sintesi, un sistema di classificazione professionale con il superamento delle attuali categorie con la creazione di 5 aree: Area degli Operatori Ausiliari (in cui affluirebbe il personale appartenente alle attuali ctg. A e B), Area degli Operatori (ctg. B livello economico BS), Area degli Assistenti (ctg. C), Area dei professionisti della salute e dei funzionari (ctg. D, comprensiva del livello economico DS) e, soprattutto, un’Area del personale di elevata Qualificazione (che sarebbe vuota nella fase iniziale).

Inoltre, il contratto richiama che le competenze professionali devono essere esercitate nel rispetto delle declaratorie dei profili e dei codici deontologici e dalla formazione acquisita.

Vogliamo portare a conoscenza degli oss che SHC OSS insieme alla Federazione Migep nel 2018 ha istituito una carta etica che interagisce come codice deontologico sperando che la categoria ne prenda atto e lo riconosca.  

La cosa positiva è che si parla di formazione continua, finalizzata ad aggiornare il patrimonio professionale, ma, non indica se ha diritto a crediti; vengono ipotizzati degli incarichi professionali legati al tutoraggio nei confronti degli altri operatori, ma, bisogna capire se i sindacati concordano con la proposta dell’ARAN; viene richiamato il ruolo socio sanitario; viene data una nuova indennità chiamata tutela del malato e promozione della salute. Punti di certo importanti per la professione.

Evidenziamo come la stessa sia l’ennesimo raggiro nei confronti degli oss e delle altre professioni, poiché l’oss oltre ad entrare nella classificazione “ruolo socio sanitario” viene relegato nell’area degli operatori in fascia BS assorbendo il maturato economico derivante dalle precedenti fasce economiche.

Le progressioni economiche all’interno delle aree si avverrebbero attraverso una procedura selettiva, un’attribuzione di differenziali economici di professionalità da intendersi come incrementi stabili, con priorità di progressione per il personale che abbia maturato: 10 anni di esperienza professionale senza aver mai conseguito progressioni economiche, 25 anni di esperienza professionale e che abbia conseguito fino a due progressioni economiche. Punto ancora dolente, poiché la norma prevede 335 milioni di euro che saranno spalmati su tutte le professioni.

Si parla di un sistema di incarichi articolati in tre tipologie: Incarichi di posizione; Incarichi di funzione organizzativa; Incarichi di funzione professionale; che sarebbero graduati in base alla complessità (complessità base, complessità media, complessità elevata).

La nostra O.S. chiede con fermezza aumenti che portino la base stipendiale per un equo adeguamento salariale fermo ormai da un decennio e l’inserimento della figura nell’area dei professionisti della salute.

In tutto questo calderone contrattuale viene a mancare l’uniformità della formazione, sarebbe stato quanto mai opportuno uniformare la formazione dell’OSS prima del contratto ma, abbiamo perso due anni a causa di alcune associazioni che si sono messe per traverso con proposte insensate, mentre si poteva pretendere in questo contratto l’ingresso dell’oss nell’area dei professionisti della salute.

La grande complessità che ha l’oss nell’affrontare il grande disagio è data dalla mancanza di una formazione di base e di cultura valida. 

Occorre assolutamente puntare su una nuova formazione, bisogna intervenire sulla riforma dell’oss poiché è una figura importante; bisogna tagliare i ponti con le vecchie figure ASA. OTA OSA ecc, slegando questa figura dalle vecchie funzioni, superando l’era primordiale.

Bisogna individuare forme di assunzione, scorrimento di graduatorie, forme di stabilizzazione dei contratti precari.

Se si dovesse prevedere una difficile espansione in questa contrattazione, lavoreremo per costruire un importante percorso per il prossimo contratto. 

Il futuro lo stiamo aprendo per questa figura e abbiamo bisogno di Voi per farlo.

Il sindacato SHC OSS pur essendo piccolo, ha conquistato insieme all’entusiasmo e alla voglia di cambiamento di tutti voi, l’area socio sanitaria, il ruolo socio sanitario, restituendo una dignità legislativa, il riconoscimento del lavoro usurante.

Ora se dovesse realizzarsi l’oss tutor, sarebbe un obiettivo importante, portato avanti dalla nostra O.S. SHC OSS insieme alla Federazione Migep in tutti questi anni. 

Mai successo nella storia dell’oss, ma ci siamo riusciti, grazie anche all’impegno di molti colleghi oss che hanno creduto in noi e nella federazione Migep che ha avuto un ruolo importante in questo cammino.

 Abbiamo creduto e appoggiato fortemente i propositi che tutti negavano ma, questi riconoscimenti hanno una debolezza: la formazione. 

Una formazione in alto mare, ma stiamo lavorando per un assetto formativo qualitativo e professionale.

Desideriamo ascoltare di più, perché sappiamo che il modo in cui parliamo ai colleghi determina le nostre azioni.

Infine, desideriamo essere più rispondenti con la vostra collaborazione, nell’istituire una maggior stabilità sindacale.

In conclusione

Condanniamo fermamente la parte economica che getta nello sconforto gli operatori socio sanitari e altre professioni della sanità procurando un enorme disagio perché impegnati in prima linea nella lotta contro il Covid. 

Gli oss si aspettavano un giusto riconoscimento dei loro diritti; purtroppo la mancata approvazione della legge del bilancio 2022 che rappresentava un piccolo segnale di attenzione e riconoscimento maggiore da parte del governo che prevedeva l’erogazione delle indennità nelle more nel contratto è venuta a mancare. 

Per salvarci dalla malasanità e dalla mala gestione della politica, non ci resta altro che affermare con orgoglio: ”Noi non ci stiamo, diciamo basta! La nostra formazione va rivista, evoluzione della professione in termini di didattica e non solamente di carichi di lavoro e di competenze elargite al momento del bisogno e delle necessità. Ora esigiamo chiarezza, diritti, una progressione economica adeguata in un’area superiore, una formazione in istituti sociosanitari, e non più oss di seria A e di serie B.

Ancora una volta si negano assunzioni a migliaia di lavoratori del comparto che avrebbero portato sollievo alla schiera di operatori, da anni in prima linea, che oramai è stremata e decimata dai contagi, dalla mancanza di colleghi sospesi senza salario, dai turni massacranti, aumento delle ore lavorative, dai risposi saltati, negazioni di ferie, sfruttati da cooperative, da RSA, da datori di lavoro, tanto che in molte strutture assistenziali viene effettuata la sospensione delle prestazioni, negando la possibilità di vedere i propri cari, negando anche durante una grave emergenza pandemica il diritto alla salute dei cittadini costretti sempre di più a rivolgersi alla sanità privata, negando la libertà della costituzione, senza più diritti.

Shc OSS dice: “ TEMPO SCADUTO E’ ORA DI AGIRE” unitevi a Shc OSS, lottiamo per una maggior dignità professionale contro i poteri forti. Dobbiamo avere il coraggio di alzarci e riconquistare la dignità professionale, la categoria non accetta un contratto a ribasso, anche se c’è possibilità di fare carriera all’interno del servizio nazionale, rimangono molti nodi ancora da sciogliere.

Gli oss che lavorano nel privato e terzo settore privi di requisiti come invece previsto dai colleghi che operano nel settore pubblico.

Contratto uguale pubblico privato, stipendi dignitosi, stessi diritti di tutte le professioni del sistema salute.

Per questo vorremmo istituire un sondaggio tra tutti i lavoratori su questo contratto, grazie alla proficua collaborazione con il sito d’informazione dedicato agli operatori socio sanitari OSSNEWS24.

15 gennaio 2022, Segreteria SHC OSS

Fonte: OssNews24.it

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