Rsa e Rsd: Opi Firenze-Pistoia chiede udienza alla Regione Toscana: «Abbiamo proposte concrete per tamponare la situazione»

Fra le richieste la proposta di indire un bando pubblico rivolto a volontari interessati a cooperare per l’aiuto nelle attività in Rsa

Firenze, 23 novembre 2020 – Personale infermieristico e operatori socio sanitari più che dimezzati, perché contagiati; ma anche ridotti dalle migrazioni scattate a seguito della chiamata concorsualeÈ il quadro delle Rsa e Rsd Toscane. Per questo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze-Pistoia, Ente pubblico sussidiario dello Stato; ha chiesto alla Regione Toscana di istituire con urgenza un tavolo tecnico di confronto per trovare una soluzione comune, non più rinviabile, alle gravi criticità presenti nelle strutture socio sanitarie (Rsa e Rsd).

Oltre al presidente Danilo Massai, anche il Coordinamento del Gruppo unità di crisi Rsa e Rsa di Opi Firenze-Pistoia si unisce alla richiesta urgente di confronto; già inviata alla Regione da Opi Firenze – Pistoia lo scorso 27 ottobre.

«Ci siamo fatti portavoce del grido di aiuto lanciato da professionisti e operatori socio sanitari delle strutture regionali – spiega Danilo Massai; firmatario della lettera insieme a Marcella Gostinelli (Coordinamento Gruppo unità di crisi Opi Fi-Pt) e Giampaolo Scarselli (responsabile Osservatorio infermieristica nelle Rsa) -.

Tramite il nostro Osservatorio, istituito nel 2018, abbiamo potuto rilevare le criticità che non sono più accettabili. Potremmo collaborare a ipotesi risolutive o comunque importanti per il target della popolazione anziana, ispirate a un senso pragmatico delle cose – aggiunge -. Siamo direttamente interessati alle vicende che l’infezione Sars Covid-19 ha scatenato, le stiamo vivendo sulla nostra pelle e possiamo contribuire a trovare soluzioni concrete».

Opi Firenze Pistoia ha quindi proposto “a titolo esemplificativo e non esaustivo” una serie di misure utili a reperire personale per le Residenze. Il primo punto riguarda un bando urgente per recepire assistenti socio sanitari qualificati da inserire rapidamente nelle strutture Rsa.

A questo si affianca la proposta di indire un bando pubblico rivolto a “persone interessate a cooperare per aiuto attività in Rsa” (cittadini disoccupati o inoccupati), per l’istituzione di un corso di 30 ore; finanziato dall’Assessorato regionale alla Salute, che dia le competenze necessarie a svolgere un incarico di 3/4 mesi.  Si tratterebbe di semplici volontari che potrebbero intervenire nei casi in cui il contagio dei professionisti renda difficili anche le piccole ma essenziali attività quotidiane di pulizia e supporto agli anziani.

Inoltre si propone di procedere con un bando pubblico per infermieri da assumere in Rsa: «più di 300 infermieri; che potrebbero partecipare a un bando di questo genere, usciranno a breve dalle università toscane – spiegano dall’Ente». A tali figure si dovrà assicurare un contratto di 6 mesi (applicando quello del comparto sanità) e prevedere una specifica indennità di 400€ a compensare la diversa retribuzione. Si chiede infine, con urgenza, di prevedere come obbligatoria la figura di infermiere coordinatore con master in ogni Rsa: «la loro assenza – puntualizza l’Opi – ha favorito il declino assistenziale».

«In questa fase occorrono decisioni rapide e condivise con tutti i soggetti istituzionali che a vario titolo hanno responsabilità circa la sicurezza e qualità assistenziale oltre la tutela dei professionisti – concludono da Opi Firenze-Pistoia -. Noi siamo disponibili a collaborare».

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