Roma, 5 marzo – “Un diritto pienamente riconosciuto agli infermieri turnisti e un’altra vittoria sul fronte economico-contrattuale nelle aule di tribunale – la seconda solo quest’anno – incassata dal nostro sindacato”. Il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, commenta così la sentenza della Cassazione (la numero 5547 del 1 marzo) che riconosce il buono pasto sostitutivo a chi ha diritto alla pausa di lavoro (cioè svolge turni superiori alle 6 ore) e non può usufruire del servizio mensa, ma anche a chi non può effettuare la pausa per ragioni di servizio.
“È una sentenza che fa chiarezza su un aspetto lacunoso del contratto. Non solo, ma è anche destinata a fare scuola, visto che molte aziende sanitarie non riconoscono al personale turnista la pausa in nome della continuità del servizio da garantire. Da oggi, quindi, la musica cambia con il diritto al buono pasto per gli infermieri impegnati nel turno pomeridiano, festivo e notturno, quando il servizio mensa non è aperto”.
“È una battaglia in cui abbiamo creduto e che abbiamo portato avanti fino al terzo grado di giudizio – conclude il Nursind -. Un passo avanti che riscatta la categoria che in tutti questi anni ci ha rimesso doppiamente, sia vedendosi negare la pausa di lavoro e sia dovendo pagare i pasti a sue spese, a differenza di tutti gli altri lavoratori giornalieri”.
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