Shc: indetto uno sciopero nazionale il 27 maggio

”Egregio Direttore 

ancora una volta il sindacato Shc si trova di fronte a una negazione nei confronti di un diritto; un diritto avuto per legge dall’ art 5 della legge 3/18, stiamo parlando ancora una volta dell’area sociosanitaria e della sua area delle professioni in cui è stato ricompreso L’OSS.

Gli emendamenti presentati sia dalla Senatrice Boldrini PD e dalla Senatrice Guidolin M5S, già approvati dalle commissioni Bilancio e Finanza sono state ancora una volta respinte dalla Presidente de Senato, come a dicembre 2020, On. Maria Elisabetta Alberti Casellati che ha dichiarato questi “emendamenti improponibili in quanto estranei all’oggetto del provvedimento” nonostante il favore del governo. 

Come rappresentanti di categoria non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tutto questo e chiediamo a tutti i colleghi una presa di posizione massiva ed unitaria per affrontare ancora una volta una ingiustizia nei confronti dei circa 250 mila OSS presenti su tutto il territorio Nazionale.

Dobbiamo fare di tutto fino a quando L’area Socio Sanitaria diventi realtà e non accettare più il solito tira e molla da parte di una politica fino ad oggi indifferente.

Una negazione, inappropriata ed ingiusta rispetto alle profonde modifiche del sistema assistenziale anche alla luce della  pandemia e sul fatto che si sta cercando di rivedere l’assetto formativo, dove attualmente questi operatori lavorano senza la tutela della legge 81 svolgendo competenze improprie.

La società civile e la coscienza collettiva nel panorama sanitario ha compreso l’importanza dei questi Operatori, un apertura oramai chiara che vuole evidenziare la necessità di cambiamento per dare qualcosa in più a questa categoria; Aperture arrivate da parti del mondo politico, solo da ultimo ricordiamo ad esempio l’intervento del sottosegretario On Sileri durante un interrogazione alla Camera.

Per via di ciò come Sindacato abbiamo indetto uno sciopero nazionale il 27 maggio e per questo richiamiamo tutte le associazioni oss ed i lavoratori di fare squadra e di scendere a Roma in tanti.

Chiederemo al Ministero della Salute di accogliere la volontà del Parlamento e di sanare attraverso un nuovo provvedimento anche alla luce del ricorso presentato al Consiglio di Stato, poiché è un atto dovuto del cambio e del ruolo dell’operatore socio sanitario come richiamato dalla legge 3/18 art 5.

Chiederemo al Ministero della Salute coerenza al fine di far cessare queste negazioni di chi, ogni volta, si oppone ad un provvedimento che non ha nessun costo, percorso fondamentale per dare dignità a questi operatori che attendono dal 1992 attraverso la 502/92 e attraverso la legge 3/18 il giusto riconoscimento professionale. Sono operatori che sono stati collocati nel tecnico con la dicitura di operatori di interesse sanitario attraverso la Legge n. 43/2006, legge superata dalla L. 3/2018.”

La Segreteria Nazionale SHC OSS,  Giacchetta Matteo

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