Venezia – La Regione Veneto non potrà usare fondi destinati all’erogazione dei Lea per pagare i docenti del Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia attivato a Treviso dall’Università di Padova, come aveva invece preventivato di fare per un totale di 1,57 milioni di euro l’anno.
La Corte costituzionale ha infatti accolto, parzialmente, il ricorso presentato la scorsa primavera dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dichiarando incostituzionale l’utilizzo dei fondi destinati ai Lea per il pagamento dei docenti. Ciò detto, la Regione aveva il potere di definire l’attivazione del Corso universitario e può anche stanziare i fondi per il pagamento dei docenti, purché le risorse necessarie siano reperite in altro modo.
Il provvedimento regionale impugnato, infatti, non autorizza un incremento del numero di posti disponibili per la magistrale in medicina e chirurgia, ma si limita a sostenere l’attivazione del corso di laurea disposta dall’ateneo di Padova. Pertanto le questioni di legittimità costituzionale sollevate in merito dalla presidenza del Consiglio dei ministri non sono fondate.
Lo si apprende dalla sentenza 132/2021 del 12 maggio 2021, seguita all’udienza pubblica dell’11 maggio, depositata oggi e visionata dalla ‘Dire’.
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