Bocciatura erogazione bonus Covid-19 in Piemonte. UGL Sanità: “Lo stato ci dica se questi lavoratori sono eroi o nemici”

La bocciatura da parte della Ragioneria dello Stato del provvedimento che autorizzava l’erogazione di risorse aggiuntive da parte della Regione Piemonte, in accordo con le sigle sindacali, per i lavoratori impegnati nell’emergenza per il Covid-19 viene duramente contestata dalla UGL Sanità.


“Quello che la UGL Sanità denuncia da tempo – dice il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano – trova conferma nella boccatura del provvedimento di premialità aggiuntiva che era stato approvato dalla Regione Pimonte.

Eroi a parole, elogiati da tanti ma poi concretamente questi lavoratori che hanno rischiato sulla loro pelle senza arretrare di un centimetro devono fare i conti con chi continua a vessarli. Sono loro che sostengono dalle fondamenta una sistema sanitario traballante e impoverito.


Questa bocciatura va assolutamente ritirata”. Le parole di Giuliano si legano a quelle della UGL Piemonte. “L’impugnazione del provvedimento – dice il Segretario Regionale del Piemonte Anna Maria Ippolito – è un atto del quale è difficile comprendere la logica, ancor più se si pensa che coloro che sino a ieri erano magnificati dai rappresentanti del Governo oggi si vedono impedire un riconoscimento concordato tra le parti e ampiamente meritato.

Questi lavoratori sono eroi o per qualcuno nemici? È un ennesimo schiaffo a tutti coloro che hanno lavorato con alto rischio di esposizione al contagio, ovviando anche alla grave mancanza del personale dovuto in parte ai tagli scellerati del passato che in tempo di COVID19 si è altresì aggravata. Siamo al fianco dell’Assessore regionale alla Sanità del Piemonte Luigi Genesio Icardi, che in qualità di Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni nella riunione della Commissione Salute di questa mattina sta chiedendo ai suoi colleghi di tutte le altre Regioni di opporsi al provvedimento del Governo.

È ora di smettere di continuare a vessare i lavoratori della sanità sia pubblica che privata con astrusi meccanismi burocratici nazionali e con il continuo gioco del “bastone e la carota”, usato ormai da tempo che si trasforma poi in sole bastonate precedute da false promesse. È per questo che auspichiamo una risposta unanime da parte di tutti gli Assessori Regionali della Sanità, risposta che faccia chiarezza a breve termine sulla questione che di fatto per l’ennesima volta mortifica la dignità di chi non ha ancora smesso di lavorare in prima linea.

La Redazione Infonurse

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