Umanizzazione delle cure in chiave moderna; qualità della cura intesa come assistenza centrata sul paziente, cioè efficace, sicura, accessibile, tempestiva, equa, efficiente; modello di cura con ricadute pratiche sulle persone attraverso quattro aree: ricerca, formazione, clinico-assistenziale e organizzativo-gestionale, valutazione dei risultati. Sono i tre ambiti de “La Carta di Udine per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo”.
Si tratta di un documento di indirizzo scientifico approvato dagli Stati generali itineranti per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo, organizzati dall’Ateneo friulano assieme al dipartimento di Medicina dell’Università di Udine. Gli Stati generali hanno anche aderito al Manifesto “Dignitas Curae”, che propone un modello di cura che riporti al centro i valori della medicina, riconosca il bene della persona e del curante e sfrutti le migliori competenze specialistiche.
Principi cardine della Carta di Udine che rappresentano anche i valori cardine della professione infermieristica. Più volte evidenziata la necessità di abbattere i silos organizzativi affinché tutti gli stakeholder possano contribuire a una sanità di iniziativa proattiva e centrale sulla persona. Per la Fnopi è intervenuto alla presentazione Stefano Giglio, presidente di Opi Udine.
Gli Stati generali itineranti per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo sono un progetto decennale ideato dal professor Massimo Robiony, che ha preso forma nella Clinica di chirurgia maxillo-facciale e nel dipartimento Testa collo e neuroscienze dell’Asufc. Nel 2023 tale visione si è concretizzata anche a livello accademico, con il lancio del master di secondo livello in “Salute e umanizzazione delle cure nell’organizzazione e gestione del servizio sanitario nazionale”.
“Gli Stati generali rappresentano uno spazio privilegiato per progettare una sanità sostenibile che garantisca universalità delle cure”, ha dichiarato il rettore Pinton, evidenziando l’importanza di rispondere ai nuovi bisogni della popolazione.
Per il presidente degli Stati generali, Massimo Robiony, è necessario “creare un nuovo modello di cura che restituisca agilità e qualità al sistema sanitario, rendendolo capace di affrontare le rapide trasformazioni sociali”.
“L’umanizzazione della cura rientra in un percorso che vede impegnata la Regione nel rispondere alle esigenze di salute della comunità in maniera puntuale, mettendo al centro la persona, insieme alla sua famiglia, all’interno del sistema sanitario e a un sistema professionale che si sta evolvendo, per fronteggiare le sfide della nostra epoca”, ha spiegato l’assessore alla Sanità del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.
Redazione InfoNurse
Fonte: Nurse Times
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