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Fials Lombardia: ora stabilizzare tutti i precari della sanità

Poco personale, gli organici stremati, un numero altissimo di sanitari positivi cui le aziende negano addirittura il tampone di sorveglianza sapendo di non poter coprire i turni altrimenti.

Regione Lombardia avrebbe potuto portarsi avanti e stabilizzare quei precari che in questi due anni di emergenza sanitaria hanno lavorato affinché il sistema non collassasse. Non lo ha fatto, nonostante le sollecitazioni di Fials. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La Legge di Bilancio 2021 dà però la possibilità per le Aziende sanitarie di: 

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– stabilizzare, con contratti a tempo indeterminato, per il periodo dal 1 luglio 2022 sino al 31 dicembre 2023il personale del ruolo sanitario e gli operatori socio sanitari (anche non più in servizio) reclutato a tempo determinato con procedure concorsuali, che abbia maturato al 30 giugno 2022 alle dipendenze di un ente del Servizio Sanitario Nazionale almeno 18 mesi di servizio anche non continuativi di cui almeno 6 mesi intercorrenti tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022; 

  • prorogare incarichi conferiti ai medici specializzandi;
  • reclutare personale per l’assolvimento di funzioni relative a servizi reinternalizzati con riserva di posti non superiore al 50% a favore di personale impiegato in attività sanitarie e socio-sanitarie corrispondenti alle attività dei servizi esternalizzati, che abbia garantito assistenza ai pazienti in tutto il periodo compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021 con almeno tre anni di servizio;
  • attivare procedure di assegnazione di incarichi convenzionali a tempo indeterminato a favore di personale medico in servizio presso le strutture di emergenza urgenza 118 che abbia maturato alla data di entrata in vigore della presente legge un’anzianità lavorativa di almeno trentasei mesi, anche non continuativi effettuati negli ultimi 10 anni nei servizi di emergenza urgenza 118;

Roberto Gentile, segretario Fials Lombardia: “Occorre dare priorità ai contratti vigenti e dare risposte immediate a chi lavora e ha lavorato in emergenza. Questo sarebbe un primo step, al quale si chiedono fin da subito conseguenti indirizzi regionali più incisivi affinché le aziende sanitarie, già nel documento triennale di programmazione dei fabbisogni del personale, elaborino una prima ipotesi di previsione numerica del personale in servizio passibile di stabilizzazione, inclusi i titolari di contratti a termine.  

Sono sicuramente misure importanti, ma sempre minimali e non risolutive se rapportate ai reali fabbisogni di personale che il sistema quotidianamente e costantemente non manca di evidenziarci e che FIALS Regione Lombardia, in continuità con quanto sinora garantito, s’impegna a seguire in ogni aspetto attuativo, nonché a monitorare costantemente”. 

Redazione InfoNurse

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