La scrivente O.S., visto il crescente e inarrestabile numero di operatori positivi a Covid-19 all’interno della struttura, e più in generale all’interno di tutti i presidi sanitari della Napoli 1 Centro, considerato l’aumento esponenziale che si sta avendo tra la popolazione con un sempre maggior numero di accessi in ospedale; e tenuto conto delle nuove caratteristiche di questo virus, prima fra tutti il fenomeno degli asintomatici, che rappresenta un’insidia maggiore e più subdola nella trasmissione e propagazione di questa pandemia; chiede di attuare tutte quelle forme e operazioni, anche tenendo conto delle normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro atte a tutelare la salute psico/fisica dei lavoratori e per impedire e contenere il più possibile questo aumento vertiginoso di casi positivi tra il personale che mette a serio rischio gli altri operatori e soprattutto i pazienti già debilitati per le loro normali patologie.
Come primo obiettivo, riteniamo indispensabile allontanare da questo, che ormai possiamo considerare un vero e proprio focolaio a tutti gli effetti, i cosiddetti lavoratori fragili; quelli cioè immuno-depressi, che quindi hanno una maggiore probabilità di essere contagiati, chiediamo dunque di ripristinare il protocollo lavoratori fragili come avvenne nella prima fase dello scoppio della pandemia.
Purtroppo questa situazione aumenta e interessa tutti i presidi della Napoli 1 Centro, ODM, San Paolo, Vecchio Pellegrini e ospedali covid, medici, infermieri operatori e pazienti. Secondo il nostro parere la prima causa è dovuta a tutte quelle azioni che non vengono ancora praticate di prevenzione, diagnosi precoce e cura che dovrebbero essere fatte a domicilio, delle persone attraverso le famose USCA, ancora troppo poche per il numero di abitanti di una città come Napoli.
L’esiguo numero di centri per effettuare tamponi e la mancanza di integrazione tra distretti, territorio e ospedali in modo da evitare il più possibile il sovraffollamento nei vari pronto soccorso della città, sta mettendo già oggi, a dura prova la tenuta del sistema sanitario. L’incredibile mancanza poi di filtro nei vari pronto soccorso, l’insufficienza dei Dpi e il loro corretto utilizzo, la mancanza e soprattutto la corretta applicazione di procedure e linee guida che come prima cosa; devono servire ad isolare i pazienti in attesa del tampone, prima che questi arrivino nei vari servizi e nei vari reparti di degenza normale, sia medici che chirurgici.
Secondo il nostro parere bisogna subito :
⮚ Potenziare le USCA
⮚ Potenziare I centri per effettuare e analizzare i tamponi
⮚ Potenziare il personale di tutti i Ps
⮚ Prevedere subito un Massiccio piano di nuove assunzioni di tutte le figure sanitarie
⮚ Attivare posti di isolamento funzionale all’interno dei Ps.
⮚ Dare priorità ai tamponi delle persone che dovrebbero essere ricoverate.
⮚ Riaprire in ogni presidio 1 reparto Covid-19 per aspettare l’esito dei tamponi per tutti i pazienti bisognevoli, sia di natura medica che chirurgica di ricovero.
⮚ Istituire in ogni reparto almeno 2 postazioni di isolamento per ulteriore garanzia.
⮚ Potenziare i Dpi e la loro accessibilità
⮚ Potenziare tutto ciò che riguarda il trasporto secondario con personale formato e dedicato
⮚ Controllare la corretta applicazione delle procedure e delle linee guida
⮚ Prevedere strutture sia per i pazienti positivi asintomatici sia per gli operatori; dove poter svolgere la quarantena in tutta sicurezza, per loro e soprattutto per le loro famiglie.
⮚ Mettere in rete anche tutte quelle strutture convenzionate e soprattutto i 2 policlinici; per aiutare gli ospedali a curare tutte quelle patologie non Covid, come Cuore, Ictus, trauma e malattie oncologiche .
Bisogna fare presto, anche perché tra un pò ci troveremo ad affrontare contemporaneamente ben 2 picchi influenzali, quello normale e quello da Covid-19.
Siamo sicuri che i vari responsabili in indirizzo faranno tesoro dei nostri consigli e faranno di tutto per invertire questo trend che purtroppo vede la città di Napoli e più in generale la regione Campania come quella più colpita da questa pandemia.
Redazione InfoNurse
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