Fnopi, casa della Comunità: un manifesto perché garantisca la salute per tutte e per tutti

Il testo del PNRR presentato in sede UE introduce formalmente l’istituzione della Casa della Comunità nell’ambito del potenziamento dei servizi territoriali e di prossimità.

Ciò rende indispensabile l’avvio di un processo di innovazione che investa i luoghi della vita delle persone, ovvero i contesti dove trovano concretezza tutti i diritti di cittadinanza, a partire dal benessere individuale e collettivo che è il diritto alla salute. Dobbiamo cogliere, ora o mai più, la grande opportunità offerta dal PNRR evitando il rischio che la Casa della Comunità sia intesa esclusivamente come un poliambulatorio, con un centro amministrativo decentrato, risultato della sola riorganizzazione toponomastica dei servizi sanitari territoriali, al fine di garantire prestazioni in risposta a bisogni individuali e non in un’ottica comunitaria.

Per l’importanza che questa questione riveste, le persone, istituzioni e associazioni tra cui l’Aifec, l’Associazione infermieri di famiglia e comunità, hanno sottoscritto un manifesto in cui si concorda che:

LA CASA DELLA COMUNITA’

è un rinnovato esercizio della politica per il bene comune che – a partire dai diritti dei più vulnerabili senza distinzioni di provenienza, censo, genere, livello di istruzione – sa coniugare politiche di governo della comunità con i necessari servizi è punto di riferimento locale a garanzia del diritto alla salute in tutte le sue articolazioni di benessere fisico, psichico, affettivo, relazionale. Le sue finalità derivano da un mandato costituzionale e implicano l’inclusione sociale, la giustizia, l’equità, il rispetto di sé e della dignità di ogni persona, l’accesso ai diritti di base come l’istruzione, il lavoro, la casa e la partecipazione, in un contesto di ecologia integrale è luogo naturale della cultura e della produzione di salute della comunità a partire dalle risorse e dai saperi in essa presenti: il capitale sociale e le istituzioni della società civile.

È pertanto evidenza della specificità di ogni contesto territoriale, della sua conformazione, della sua storia da cui derivano struttura e sistemi di rete, ampiezza e forme concrete di gestione realizza concretamente sul piano organizzativo e gestionale il lavoro d’equipe, interdisciplinare ed intersettoriale, in una alleanza tra comunità e professionisti, che, partendo dai profili di comunità e dal budget di salute di comunità, arriva ad elaborare anche progetti individuali e/o familiari con l’utilizzo di logiche di welfare di iniziativa, di presa in cura globale secondo criteri di efficacia e adottando lo strumento del budget di salute è rappresentata da un luogo riconoscibile dalla comunità, nel quale trovano sede gli spazi dell’accoglienza e della cura, i servizi sanitari primari di diagnosi, cura e riabilitazione garantiti da personale polispecialistico (gruppi di medici di medicina generale, pediatri di famiglia, psicologi e medici specialisti, tecnici della diagnostica e della riabilitazione, infermieri di famiglia e di comunità), i servizi sociali, figure professionali per la prevenzione e la promozione della salute del territorio, volontari e reti del terzo settore che partecipano alla costruzione del progetto di salute comunitario è altresì luogo della regia per realizzare quella domiciliarità da garantire ad ogni persona nell’arco di tutta la vita, creando le condizioni per la continuità della cura e il benessere nelle diverse condizioni di fragilità, di non autosufficienza, di marginalità, secondo criteri di prossimità e dignità di ogni persona è infrastruttura sociale di rete che si inserisce come strumento di connessione con le diverse agenzie che a livello locale contribuiscono al disegno di salute (dall’educazione, alla cultura e al tempo libero, al lavoro, al governo del territorio) avendo nell’ente locale il riferimento politico per il governo complessivo, garanzia di un’alleanza strategica tra tutti gli interlocutori sociali espressa attraverso il patto di salute di comunità è considerata quale articolazione del Distretto Socio-Sanitario inteso come fulcro fondamentale dell’organizzazione territoriale della promozione della salute, della prevenzione e della cura.

I Sindaci, la dirigenza distrettuale, il terzo settore non profit, il volontariato, in una interlocuzione stretta con la Casa della Comunità, definiscono la programmazione degli interventi e attribuiscono le risorse derivanti dai finanziamenti di ordine sanitario e sociale in relazione ai bisogni delle singole comunità è governata da un responsabile, individuato di comune accordo tra la direzione di distretto e i sindaci dei comuni interessati, che si avvale di un organo collegiale nel quale sono rappresentate le professioni sanitarie, le professioni sociali, gli esponenti delle reti sociali attive sul territorio.

È basata su una governance pubblica, chiara e partecipata, che riconosca l’Assemblea di Comunità come momento fondamentale per favorire i processi decisionali, convocandola obbligatoriamente sia nelle fasi di ascolto e raccolta dei bisogni che nelle fasi di valutazione dei risultati conseguiti è dotata di un solido impianto di valutazione dei risultati raggiunti, validati dalla comunità sia in termini di attività che di garanzia della coesione sociale, dell’inclusione e della riduzione delle disuguaglianze e della sicurezza secondo le indicazioni del profilo di salute e del budget di comunità è sostenibile perché punta all’ottimizzazione delle risorse e alla valorizzazione del capitale sociale, non perdendo la capacità di rendicontare in modo trasparente e pubblico l’utilizzo di beni e fondi.


IL PROGETTO COMPLETO SUL SITO www.primalacomunita.it

Fonte: Fnopi

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