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Illustri Presidenti e Ministri,
Mi chiamo Riccardo Calvani, sono un Infermiere di Terapia Intensiva Neonatale che presta la propria attività in uno dei più grandi ospedali romani.
Con immenso dispiacere stiamo vivendo un dramma sanitario di enormi proporzioni e dalle conseguenze incalcolabili sia in termini di vite umane e sia in danni economici, che rattrista tutti, in particolar modo i Professionisti Sanitari, impegnati quotidianamente sia contro il COVID-19 e sia contro le altre patologie.
Senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Lo hanno sempre fatto e tutt’ora continuano a farlo con grande senso di responsabilità, aggiornandosi e studiando continuamente, acquisendo cosi ulteriori competenze e titoli accademici.
Siamo sempre presenti in prima linea, H24, 7/7, 365/365 giorni. Quelli che rischiano la propria vita e quella dei nostri cari tutti i giorni. Siamo quelli che hanno la contrattazione bloccata da circa dieci anni a 1.550,00€ comprensivi di tutte le indennità professionali previste dal CCNL.
Cari Presidenti e Ministri non è accettabile e comprensibile che un Infermiere di area critica con laurea, più di un master e corsi di aggiornamento formativi e di perfezionamento prenda lo stesso stipendio di un Infermiere neo-abilitato. Negli anni successivi al conseguimento del titolo di laurea, la stragrande maggioranza di noi, ha acquisito ulteriori titoli accademici, competenze, conoscenze ed esperienze, lavorando sempre secondo scienza e coscienza. Visto il riconoscimento accademico che è stato conferito alla nostra professione è inammissibile che per un professionista con suddetti titoli sia formulato un contratto nazionale retribuito circa 10€/h.
In questi giorni si lavora senza sosta, non si ha il tempo neanche di rispondere ai propri bisogni fisiologici. Non è facile lavorare nove, dieci, undici, quindici ore consecutive ed essere ancora lucidi nel prendere decisioni.
Sono giorni difficili e credo capiti a tutti noi di riflettere sul periodo successivo di fine emergenza, perché prima o poi, come in tutte le cose, ci sarà una fine.
Noi Infermieri, stiamo rispondendo a sollecitazioni straordinarie e lo facciamo al meglio, saltando giorni di riposo (fondamentali per il recupero psicofisico), le ferie, effettuando doppi turni e ancora più a malincuore sacrificando la propria vita e quella dei loro affetti cari.
È vero abbiamo una mission da portare a termine, certo che tutti i professionisti sanitari lo stiano facendo al massimo delle loro capacità, competenze, volontà e forze.
Auspico da parte di Voi tutti fatti concreti all’insegna del riconoscimento del valore sociale ed economico, per quello che siamo e che stiamo facendo ogni giorno, al pari del nostro impegno e del contributo che la nostra professione sta mettendo a disposizione di tutto il Paese.
L’essere chiamati EROI ci gratifica, sì, ma quello che Voi state vedendo in questi giorni, noi lo facciamo sempre; di strumenti per dare dignità al nostro operato ce ne sarebbero e come:
La mia è solo una piccola voce all’interno di una categoria che subisce da anni, senza mai essere ascoltata.
Certo di una Vostra risposta vi porgo i più Distinti Saluti.
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