”Noi tirocinanti del mondo sanitario, secondi a nessuno!”

Ad oggi, a causa della pandemia Covid-19, restano dubbi e perplessità sul futuro di noi tirocinanti in ambito, sanitario; di ogni ordine e grado, di enti ed atenei statali, ma anche parietari o privati, convenzionati dalla Regione. Una patata bollente rimbalzata solo a passaparola, ma mai affrontata da nessuno.


Ed eccoci qui adesso a trovare delle risposte, a dei quesiti, sempre trattati per sommi capi; e che non sono mai stati punti cardine dei vari DPCM, a differenza di quanto si potesse sperare ed auspicare da ognuno di noi.


Vista l’emergenza, restano tanti i nosocomi, le cliniche private e convenzionate dal SSN; con personale soggetto a turni aberranti, in condizione disastrose, ai limiti dell’umanità e del buonsenso civico. E come se non bastasse sotto organico!


Spesso ci si dimentica, ora che tutti i tirocini di ogni ordine e grado sono bloccati, l’importanza di ogni figura in prima fila e nelle trincee tanto acclamate; quasi fossero veri e propri campi elisi, degli oss/osss, degli infermieri, dei medici.
Ci si dimentica che chi sceglie di intraprendere queste professioni, lo fa con sacrificio, economico ma anche psichico e fisico; costretti ad una vita trascorsa a studiare, con l’incertezza del futuro che pesa e grava sulle spalle di ognuno quasi fosse un macigno, pieni di cultura teorica ma di ben poca pratica.


Non solo tempi biblici, quindi, ma anche le incertezze dei tirocini che restano ora più che mai, sospesi o bloccati; aumentano il malcontento tra di noi. Le tasse non si fermano, i pagamenti ai corsi convenzionati, ai vari master ed attestati, neanche.
Enti che continuano ad avviare corsi su corsi, ma rimanendo arenati alla prima parte teorica, egregiamente realizzata grazie le varie FAD (formazioni a distanza); MA NON GARANTENDO LA PARTE PIU’ IMPORTANTE, QUELLA DOVE LA COSIDDETTA “PRATICA, ROMPE LA GRAMMATICA”.


E’ la situazione dei tirocinanti ad esempio Oss, che in Calabria come altrove, hanno visto le loro scuole chiudere i battenti sui tirocini per fare fronte alla pandemia; e ad oggi non sanno cosa ne sarà di loro. Un rimbalzo di responsabilità tra enti, risposte incerte o sommarie. Forse l’unica più precisa è “c’è il COVID, quindi si ferma tutto!”


Ma gli enti hanno mai pensato che i virus, le malattie infettive, i rischi di contaminazione biologica, fanno parte dei cosiddetti RISCHI DEL MESTIERE?!? Beh qualora non si fosse capito, siamo tutti pronti a dover affrontare di tutto nella vita, altrimenti ci saremmo dati ad altro.


Ecco perché oggi, ci troviamo a chiedere delle risposte che mancano da parte delle istituzioni; dalle stesse che dovrebbero centrare come punto cardine un sistema sanitario; che fa sempre da capo espiatorio alle nefandezze dei piani alti.


Si sperperano somme di denaro per la qualsiasi scusa e poi, ci si ritrova a non coprire con assicurazione COVID gli eventuali tirocinanti (consegue che l’ente si esonera dalle responsabilità ed idem l’azienda sanitaria), ad avere falle nel sistema, ad avere personale poco preparato ad affrontare le varie situazioni e complicanze, a non integrare risorse utili “svecchiando” o affiancando il personale in essere.

Perché sì, è facile mandare al macello degli “EROI” in tempo di guerra, ma meno facile, forse alle apparenze di pochi, integrare delle risorse “fresche”, in formazione, le quali con il tirocinio apporterebbero “manodopera gratuita” a supporto di chi è al collasso; che non graverebbe a nessun ente o azienda in particolare e, che garantirebbe servizio svolto con amore, dedizione e professionalità, come ogni missione verrebbe affrontata e portata a termine quotidianamente, una volta qualificati.

Siamo molto preoccupati, del silenzio di tutti, abbandonati al nostro destino, parcheggiati ai box scalpitando come macchine sulla griglia di partenza.
Siamo preoccupati, soprattutto per l’incertezza che si prospetta davanti a noi; non abbiamo nessun punto fermo su come e quando potremo finire le ore restanti dei vari tirocini formativi. E continuiamo ad oggi, a brancolare nel buio.


Ora più che mai, non vogliamo avere clamore mediatico, per fare polemiche inutili e sterili; ma anzi cercare di essere d’aiuto e fare squadra con l’amministrazione che gestisce i tirocini regionali: tutti insieme possiamo dare un contributo concreto ai nostri concittadini calabresi, visto che ora più che mai ne hanno bisogno.


Invitiamo chi di dovere quindi, a trovare insieme agli enti di formazione una soluzione pratica e veloce per far sì che la nostra preparazione non venga sprecata: c’è bisogno di sostegno per le persone più fragili e noi siamo pronti a mettere le nostre capacità al servizio di tutti; insieme possiamo trovare la soluzione più adatta.

Concludo citando la nostra presidente da poco deceduta la quale aveva dato un segnale forte e chiaro a noi studenti in ambito sanitario e non solo:
“NON ESISTE CHE I CALABRESI DEBBANO ANDARE A CURARSI FUORI; LA SANITA’ E’, E DEVE RIMANERE UN
PUNTO CARDINE, DA SVILUPPARE E VALORIZZARE.”
Continuiamo allora su questo esempio…. e:
“Realizziamo insieme il sogno di dare alla Calabria, il futuro e le risposte che merita!”

Redazione InfoNurse

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