Storia di un infermiere in UK

Nato in Albania nel 1995 e cresciuto nel Lago di Como, mi iscrivo a infermieristica all’Universita’ degli Studi di Milano (sede Niguarda), dove mi laureo con la lode nel 2018.  Pochi mesi prima della laurea vengo contattato da un’agenzia Toscana che mi propone di iniziare le pratiche per poter lavorare in UK.

Da quel momento iniziano una serie di test/esami e colloqui da superare, il tutto mentre raccoglievo dati per la mia tesi sperimentale. Pochi giorni prima della discussione, mi annunciano di essere stato assunto alla Oxford University Hospital. Il mio contratto prevedeva la mia assunzione da band 3 (operatore socio sanitario) e il pagamento di un corso di inglese per prepararci al superamento dell’IELTS.

Una volta superato questo spietato esame d’inglese, saremmo passati a band 5 (primo ‘livello’ di infermiere). 11 Gennaio 2019 ho lasciato la mia amata Italia e I miei cari per volare a Oxford. In aeroporto ci aspettavano alcuni degli infermieri addetti al recruitment del personale all’estero che ci hanno accolto in modo davvero entusiasmante. La mia agenzia aveva reclutato solo me e un’altra ragazza di Napoli, ma in aeroporto ci siamo ritrovati In una ventina, tutti provenienti da diverse parti dell’Italia. L’accoglienza e’ stata impeccabile, ci hanno pagato l’accomodation per I primi 2 mesi, ci hanno fatto la prima spesa con some essentials (es. Tea & custard biscuit! Typical British) e organizzato un pranzo.

Siamo stati allocati in reparti differenti, io, come da intervista prima della partenza, ero stato allocato in trauma unit. La settimana si svolgeva cosi: 2/3 giorni si lavorava e altri 2 si attendeva il corso di inglese, fine settimana era dedicato alla scoperta della città e allo svago!  I primi mesi sono stati un giusto equilibrio tra malinconia e speranza nel future. Non era la mia prima volta lontano dalla mia famiglia in quanto durante gli anni dell’università ero per lo più a Milano, ma questa volta mi sentivo davvero lontano!

Purtroppo il lavoro non era ciò che mi sarei aspettato dopo aver faticato 3 anni, ma in quel momento la priorità era imparare l’inglese e adattarsi alle nuove usanze. Purtrppo dovuto alla mancanza di personale, ho lavorato prettamente come OSS i primi mesi, al contrario di alcuni più fortunati che invece hanno affiancato gli infermieri. Il corso di inglese è durato circa 2/3 mesi dopo il quale si è iniziato a provare l’esame. Credo che l’IELTS sia stata una delle cose più difficile che abbia mai fatto!!!

Purtroppo in Italia non abbiamo un livello di inglese molto alto, basti solo pensare che ogni film o telefilm in lingua inglese è tradotto!. Per potersi iscrivere all’ NMC (Nursing and midwifery council), che corrisponde al nostro IPASVI, bisognava portare moltissimi documenti e avere questo benedetto IELTS con un punteggio di 7 in tutte le 4 sezioni, corrispondente a un C1, livello davvero alto!! (basti pensare che C2 è madrelingua). Questo esame ha purtroppo portato molti di noi ad abbandonare questa bellissima esperienza e ritornare in italia in quanto incapaci di raggiungere il punteggio richiesto, e soprattutto molti avevano paura di dimenticare le skills acquisite all’università!

Devo dire che è stata parecchio dura ma circa 5 mesi dopo il mio arrivo e 2 tentativi ce l’ho fatta a superare l’IELTS ed ottenere il fatidico PIN number!! Da sempre interessato all’emergenza (sono stato volontario della croce rossa per circa 5 anni nelle ambulanze del Lario), avrei volute iniziare a lavorare in pronto soccorso ma purtroppo mi è stato negato in quanto privo di esperienza lavorativa, contando che il PS del ospedale di Oxford è un major trauma centre.

Senza abbattermi ma con l’obiettivo ben piantato in testa, ho iniziato a lavorare in Emergency Assessment Unit, una medicina d’urgenza con una parte di triage. Ammetto che non è stato facile lavorare in un reparto cosi acuto per la prima volta dopo la laurea e in un Paese con una lingua differente dalla tua. In EAU ho capito un pò cosa significasse essere infermiere in UK e quali fossero le differenze principali con l’italia. In UK il primary Nursing e fondamentale, ogni infermiere ha in media 6 pz di cui ne è totalmente responsabile.

Si instaura un rapporto infermiere-malato molto stretto in quanto I pz tendono e incrociare spesso gli stessi infermieri di cui si fidano e a cui si affidano. Gli infermieri lavorano molto a stretto contatto con I medici, sono l’intermediario tra pz e il resto dei professionisti sanitari (doctors, physiotherapist, occupational therapist, pharmacist etc.). Il campo di azione è molto ampio, si prendono decisioni sulla cura del malato insieme al medico di riferimento e soprattutto con la famiglia.

Ammetto che il primary nursing sia il miglior modo per prendersi cura dei malati, ma allo stesso tempo la responsabilitàla si sente davvero! Da tenere in considerazione che non si è mai da soli in quanto hai sempre un infermiere più senior di te a cui rivolgersi in caso di difficoltà. In Uk gli infermieri si dividono in band, da neolaureati o new starter si inizia da band 5, infermiere di base diciamo dove hai principalmente il compito di occuparti dei tuoi pz e garantire la migliore assistenza. Quando si è più confident e si inizia un pò ad essere da riferimento per gli infermieri più giovani si può diventare band 6, deputy sister or junior charge nurse.

Questa figura rappresenta un ‘piccolo coordinatore’. I band 6 coordinano il reparto, sono team leader e hanno un team di band 5 e OSS (band 2 e 3) di cui ne sono responsabili. Poi vi sono I band 7 che sono ward manager, hanno una visione più manageriale del reparto, sono di riferimento per I band 6, fanno I colloqui per le assunzioni etc. Vi sono  successivamente i band 8 che sono i nostri caposala (anche se sarebbe un pò sminuito paragonare un band 8 con un caposala Italiano!). Queste figure anche chiamate Matron, rappresentano il ‘boss’ del reparto, sono prettamente manageriali, mantengono i contatti con i dirigenti dell’ospedale e tanto altro.

Poi vi sono i band 9, divisional nurse, responsabili di aree (es. medicina, riabilitazione ed emergenza), ve ne saranno forse 5 o 6 in tutto l’ospedale. E per ultimo, vi è il dirigente infermieristico dell’ospedale. Eh si, proprio cosi, in UK ogni ospedale ha un chief medical officer e un chief nursing officer, sempre rappresentati entrambi nei manifesti, nessuno più in alto di nessun altro, semplicemente i rappresentati dei due capisaldi dell’ospedale, medici e infermieri. 

Ma torniamo a me, dopo un anno in medicina d’urgenza mi sono impegnato per lavorare come band 5 in pronto soccorso. In Uk per poter cambiare lavoro, o reparto, bisogna applicare quando vi è una posizione aperta e se la tua lettera motivazionale e il tuo CV sono interessanti, vieni chiamato per un colloquio dove vieni testato su una parte tecnica, infermieristica, e una più olistica diciamo, su quelli che sono I valori dell’ospedale. Passo la interview ed inizio finalmente a lavorare in uno dei più grandi pronto soccorso dell’Inghilterra.

E’ stato un grande traguardo per me in quanto da sempre la mia aspirazione più grande. In Uk gli infermieri di pronto soccorso acquisiscono molte competenze, dal prescrivere antidolorifici farmaci base, richiedere radiografie e valutare indipendentemente un paziente da codice minore, fino a poter diventare un advance practitioner (una delle figure cliniche infermierstiche più avanzate e indipendenti). Dopo circa un anno dal mio inizio in PS, dopo aver dimostrato e messo in pratica le mie conoscienze e la mia preparazione Italiana, mi sono applicato per il band 6. Sono riuscito ad ottenere la posizione dopo un’intervista davvero dura e soprattutto in mezzo a tanti candidate di cui molti inglesi. Dico ciò per poter confermare come l’Inghilterra sia un paese davvero meritocratico che non guarda il tuo colore di pelle o la tua città di nascita, ma si basa sulla tua bravura e voglia di crescere.

Infatti, nello stesso periodo sono riuscito a passare un’altra interview per poter avere il master in emergenza pagato dall’ospedale. Lo sto attualmente svolgendo e si tratta di un Post Graduate Certificate in emergency Nursing, possiamo equipararlo un pò al nostro master in emergenza. Qui vi sono davvero tanti titoli post laurea, dai post graduate certificate, masters e I Phd. I costi sono davvero alti, pensare che il mio costa sui 4000£ . La crescita professionale è davvero importante per il Sistema inglese, per questo motivo molti reparti offrono ogni anno circa 3/ 4 posti agli infermieri per poter svolgere master e PGc nelle università migliori.


Ad oggi, posso ritenermi davvero felice e fiero dei risultati ottenuti. Lavoro come band 6 in uno dei pronto soccorso più all’avanguardia del paese, sto facendo un master in emergenza che mi permette di potermi specializzare ancora di più in questo ambito dell’infermieristica. Ho tanti progetti per il futuro, vorrei poter fare il ‘grande’ master e diventare un emergency advance practitioner per poter essere in grado di vedere I miei pazienti indipendentemente, dal momento dell’ammissione, alla cura fino alla dimissione. Gli advance practitioner sono allo stesso livello dei medici specializzandi, in termini di campo d’azione e di salario. Lavorare con turni lunghi (12 ore circa) e davvero sfiancante ma l’essere libero 4 giorni a settimana mi ha permesso di viaggiare molto da quando sono qui e di avere quindi una vita sociale soddisfacente.

Che dire più, L’Italia mi manca da morire, rimane sempre e comunque il paese del mio cure, ma ora come ora non ho nessuna intenzione di lasciare l’Inghilterra in quanto mi permette di essere ciò che ho sempre desiderato, mi fa sentire avvalorato come professionista e realizzato come persona. Ho recentemente deciso di dedicare un pò più della mia pagina Instagram a questa mia avventura, per poter ispirare ed aiutare futuri infermieri e colleghi a buttarsi in quest’avventura in quanto ne vale davvero la pena! Non voglio rubare infermieri all’Italia, sia chiaro, ma bensì sottolineare ai nostri capi di stato che l’infermiere è un professionista della salute indispensabile e se non valorizzato correttamente, andrà dove si sentirà più apprezzato! 

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