Supportare il personale infermieristico in RSA: un’infografica ci spiega come

Come affidarsi a sistemi automatizzati di gestione del processo delle terapie può aiutare l’intero sistema RSA

Tra le criticità emerse con la pandemia, quella della gestione delle terapie è emersa con maggior peso anche se trattasi di una debolezza di cui si parla da parecchi anni, dato l’aumento della complessità e delle pluripatologie da gestire connesse alla responsabilità infermieristica.

Adattamento, prontezza, velocità nel somministrare le terapie sono stati elementi importanti in una gestione già drammatica durante il CoViD, dove rapidità e aderenza terapeutica hanno rappresentato un vero e proprio “salvavita” nella lotta contro il tempo.

Nelle strutture socio sanitarie, dove già da tempo si sono adottati sistemi automatizzati e robotizzati per gestire le varie fasi della filiera del farmaco, si è potuto far fronte all’emergenza liberando il personale infermieristico dai passaggi manuali di questa incombenza, dedicandoli alla qualità della cura, elemento non sostituibile con le tecnologie.

Nelle case di riposo e RSA dove vengono utilizzati questi sistemi, che integrano software con processi robotizzati, è stato dimostrato un efficientamento e una riduzione dei tempi importantissima, si parla di oltre 1200 ore all’anno in una struttura di 100 ospiti. 

Inoltre, il rischio di errore in terapia si riduce da una media pari al 23 % nelle fasi di prescrizione, preparazione e somministrazione allo 0,38 %, deresponsabilizzando il personale infermieristico e mettendo in luce le loro effettive professionalità. Le analisi sull’errore umano non si riferiscono soltanto alle capacità dell’operatore, ma riguardano l’organizzazione del sistema nel suo complesso. Il controllo sull’esatta corrispondenza tra assistito e terapia, ultimo step del processo, riduce gli errori più comuni che avvengono proprio in questa fase. Esistono evidenze che la somministrazione con tecnologia bar code può ridurre gli incidenti di somministrazione del 65-86% (Johnson et al., 2002). 

Oggi più che mai si parla di fuga del personale infermieristico verso gli ospedali pubblici con un carico di lavoro nettamente superiore per il personale che è rimasto nelle strutture socio sanitarie.

Ecco che soluzioni automatizzate potrebbero sollevare il personale attraverso sistemi di preparazione automatica delle terapie. La grave situazione attuale di estrema carenza di personale ha portato molte associazioni infermieristiche regionali e nazionali a denunciare i ritmi insostenibili in cui si trova a combattere il personale delle RSA, inviando appelli agli assessorati alla salute e agli organi di governo. L’OPI stessa ha denunciato le condizioni critiche di chi oggi sta vivendo un secondo dramma dopo il CoViD, quello di una gestione comunque difficile in totale carenza di figure professionali.

Il dotarsi di soluzioni automatizzate, non solo rappresenterebbe un enorme sollievo per le case di riposo, ma consentirebbe anche una corretta gestione del magazzino, contrastano il mancato controllo sulle giacenze dei farmaci e delle scadenze.

Sono inoltre innegabili le decine di migliaia di euro risparmiati ogni anno in approvvigionamento farmaci data la centralizzazione e il maggior controllo. In alcune RSA si sono conseguentemente persino ridotte le rette.

Questi processi rispondono inoltre alle Linee guida e Raccomandazioni del Ministero della Salute nr. 7-12-18-19 in tema di Governo clinico e sicurezza delle Cure.

Si parlerà di questi temi e di molti altri nel webinar gratuito “Rendere sicura e veloce la filiera del farmaco” in programma il 27 maggio dalle ore 16.30 alle 18.00. Un’occasione per scoprire i plus di un sistema che rende veloce e sicura la filiera del farmaco nelle RSA, con dati a confronto dall’esperienza diretta di coloro che utilizzano la soluzione e dalle analisi di Risk Manager in sanità. 

Tra i relatori: 

Annalisa Pennini, PhD Scienze Infermieristiche e Sanità pubblica – Università degli Studi di Roma Tor Vergata 
Cristiano Pelati, Risk Manager, Direttore della UOS Ospedale Azienda Ulss5 Polesana
Francesco Facci, Direttore Fondazione Santa Tecla, Este (PD)  
Monica Pedrotti, Coordinatrice servizi sanitari APSP S. Spirito – Fondazione Montel, Pergine (TN) 

Autore: Ilaria Baldessarini

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