Uil Fpl Taranto: “In Puglia a rischio le retribuzioni di migliaia di lavoratori del settore della riabilitazione psichiatrica”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa redatto dalla segreteria territoriale del sindacato.

Mentre da un lato la Regione Puglia tende una mano ai gestori delle Rsa con una proposta di deliberazione di Giunta con cui vengono adeguate le tariffe al “caro vita”, dall’altro affonda i lavoratori del settore della riabilitazione psichiatrica, conferendo mandato agli uffici regionali di rimuovere dal regolamento regionale l’obbligo di applicare nelle strutture residenziali e semiresidenziali psichiatriche il Ccnl della sanità privata. “Se questa proposta di deliberazione di Giunta dovesse essere approvata, si metteranno a rischio le retribuzioni di migliaia di lavoratori in Puglia”, afferma Emiliano Messina, segretario generale di Uil Fpl Taranto.

Nella provincia di Taranto sarà a rischio il futuro salariale dei lavoratori operanti nelle 16 strutture psichiatriche in appalto e delle decine di strutture autorizzate, per un totale di circa 350-400 lavoratori. “Le prestazioni di riabilitazione psichiatrica – sottolinea Emiliano Messinarientrano nei livelli essenziali di assistenza, essendo disciplinate e previste dall’articolo 33 del Dpcm 12 gennaio 2017. Quindi rientrano a pieno titolo nel campo di applicazione del settore della sanità privata”.

Modificare il Regolamento regionale 11/2008 senza alcun salvagente per i lavorRsaatori e confronto con le organizzazioni sindacali è un fatto gravissimo e totalmente inaccettabile, che di contro vedrà un’alzata di scudi della nostra organizzazione sindacale e una reazione forte. La retta pro capite e pro die con cui vengono remunerate le prestazioni di riabilitazione psichiatrica, vale la pena ribadirlo, è strutturata tenendo conto dei costi del lavoro del Ccnl sanità privata. Quindi rimuovere questo vincolo per i gestori, senza alcuna contromisura, darà il via al dumping contrattuale e alla totale deregulation.

“I gestori non sono tutti uguali – afferma Messina. Ci sarà sempre chi vorrà speculare a danno dei lavoratori e delle loro famiglie”. Già oggi riceviamo segnalazioni di un non corretto inquadramento dei lavoratori in alcune strutture autorizzate, su cui abbiamo già richiesto l’intervento dell’Asl e dell’Ispettorato del lavoro. Figuriamoci se venisse rimosso l’obbligo di applicare il Ccnl sanità privata. In questo modo la Regione Puglia abdica al ruolo di controllore della spesa sanitaria pubblica, facendo sì che in maniera ingiustificata alcuni datori di lavoro possano fare profitto.

È intollerabile l’atteggiamento di totale elusione di confronto e relazioni sindacali da parte della Regione Puglia quando si tratta di regolamenti regionali che attengono i requisiti di funzionamento delle strutture residenziali e semiresidenziali. Con questo atto si dimostra come la salvaguardia delle retribuzioni sia un problema secondario per la Regione Puglia. Come Uil Fpl, chiediamo un immediato confronto al governatore Michele Emiliano e all’assessore Rocco Palese. Altrimenti sarà mobilitazione generale.

Redazione InfoNurse

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