Ultimo bollettino medico dallo Spallanzani. Tutto ciò che c’è da sapere sul coronavirus.

E’ stato pubblicato ieri il secondo bollettino medico dei due turisti cinesi dell’Istituto Nazionale per le malattie infettive “L. Spallanzani” di Roma

Dall’Istituto Spallanzani fanno sapere che i due turisti cinesi ricoverati dal giorno 30 gennaio sono in continuo monitoraggio.

Bollettino medico numero 5 – 4 febbraio 2020

I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan positivi al test del nuovo coronavirus, attualmente ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria, come segnalato nei casi fino ad ora riportati in letteratura.

Pertanto è stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva. I pazienti sono monitorati in maniera continuativa e sono sottoposti a tutte le cure, anche farmacologiche del caso, compresi farmaci antivirali sperimentali. Le attuali condizioni cliniche sono quindi compromesse ma stazionarie, per cui i medici che li hanno in cura si riservano la prognosi.

Sono stati ad oggi dimessi 26 pazienti dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus. Presso l’Istituto sono ricoverati in questo momento 11 pazienti sintomatici provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia.

Tutti sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt’ora in corso. Per quanto riguarda le 20 persone, che non presentano alcun sintomo e che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l’Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni.

A tutte le persone di nazionalità cinese attualmente ospitate presso l’Istituto sono prestate le massime attenzioni da parte della comunità dello Spallanzani. A tutti loro vengono serviti pasti tipici della cultura cinese e sono assistiti da mediatori volontari che si occupano di agevolare le comunicazioni. La loro permanenza nella struttura sanitaria segue gli accorgimenti che l’ospedale è uso assicurare a tutti i pazienti.

In caso di evoluzioni del quadro clinico, verranno dati immediati aggiornamenti”.


Consigli per tutti gli operatori sanitari (ANIPIO)

  1. Rispettare le precauzioni standard, da droplet e da contatto come da procedure presenti negli ospedali, oltre alle indicazioni specifiche per il Coronarovirus (2019-nCov).
  2. Accurata igiene delle mani.
  3. Accurata igiene delle superfici ambientali.
  4. Mantenersi informati e aggiornati sul tema, seguendo le indicazioni della struttura sanitaria in cui si lavora e consultando i seguenti link:

Ministero della salute

Istituto Superiore di Sanità

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

European Center for Disease Prevention and Control (ECDC)

Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – Due check-list utili per gli ISRI

  • Check list per la preparazione di un ospedale 
  • Check list per la preparazione degli operatori sanitari per il trasporto e l’arrivo dei pazienti potenzialmente infetti con coronarovirus (2019 nCoV)

National Association of County and City Health Officials (NACCHO)

Directory of Local Health Departmen

PER TUTTI

Il coronavirus 2019-nCoV appartiene alla vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi, quali la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Applicare una corretta etichetta respiratoria è quindi fondamentale, e a questa va sempre associata l’igiene delle mani e il controllo dell’ansia da contagio.

Questo in sintesi. Volendo entrare nel merito, ricordiamo che quando si parla di corretta etichetta respiratoria ci si riferisce a specifici comportamenti da mettere in atto per tenere sotto controllo il rischio di trasmissione di microrganismi (virus, etc.) da persona a persona. La malattia si trasmette quando la persona infetta tossisce o starnutisce, e le goccioline (droplets) vengono depositate su un’altra persona o nell’ambiente. 

Cosa fare
1. Mantenere, quando possibile, la distanza di sicurezza tra persone: almeno un metro.
2. Proteggere la bocca e il naso durante starnuti o colpi di tosse, utilizzando fazzoletti di carta o, in mancanza d’altro, la manica del proprio abito.
3. Smaltire il fazzoletto di carta in un portarifiuti immediatamente dopo l’utilizzo.
4. Praticare l’igiene delle mani con acqua e sapone, oppure con soluzione alcolica per mani.
5. Tenere sotto controllo l’ansia da contagio grazie all’adesione ai corretti comportamenti: sono pochi, ma estremamente efficaci.

Due consigli importanti
1. La mascherina usa e getta deve aderire perfettamente al naso e al volto, e deve coprire completamente naso e bocca.
2. L’igiene delle mani va praticato con cura, igienizzando tutte le parti delle mani, fino al polso.

E ricordate che una mascherina indossata in modo non corretto e/o una igiene delle mani eseguita frettolosamente equivale a scarsa o inadeguata protezione. 

Questi comportamenti vanno applicati in qualsiasi contesto!

In casa, in negozio, in autobus o su qualsiasi altro mezzo di trasporto, al cinema, in pronto soccorso, in ospedale, in sala d’attesa, in ambulatorio…

Alcuni consigli per i viaggiatori a cura del Ministero della Salute:

Per ridurre l’esposizione e l’eventuale trasmissione del nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda ai viaggiatori di:

  • vaccinarsi contro l’influenza almeno due settimane prima della partenza, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra coronavirus e influenza, ma anche per evitare l’accesso al pronto soccorso per le complicanze da influenza;
  • posticipare i viaggi non strettamente necessari nelle aree colpite della Cina. Il governo italiano ha bloccato dal 30 gennaio tutti i voli;
  • evitare il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate;
  • evitare di visitare mercati ittici o di animali vivi;
  • evitare il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti;
  • rispettare l’igiene respiratoria se si hanno sintomi di infezione respiratoria acuta: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente monouso, indossare una maschera chirurgica e lavarsi le mani.

Per altre informazioni:

  • al ritorno, se non si è cittadini che vivono in Italia, per qualsiasi necessità contattare l’Ambasciata o il Consolato del proprio Paese;
  • se nelle due settimane successive al ritorno da aree a rischio si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattare gratuitamente il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute.

Infografiche del Ministero della Salute

Redazione

Fonte: www.NurseTimes.org

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