De Palma (Nursing Up): “I bandi indetti dalla Protezione civile per reclutare infermieri in Molise e Umbria sono solo fumo negli occhi”

Il presidente nazionale del sindacato infermieristico parla di “strumenti destinati a fallire”.

«Solo fumo negli occhi e null’altro. Un gioco pericoloso si sta consumando a discapito della salute degli italiani e sulla pelle degli infermieri, la colonna portante di questo sistema sanitario, ridotto a brandelli, e di questi 12 mesi di pandemia. In carenza di un efficace piano nazionale, ora la palla che scotta è passata in mano alle Regioni, che non fanno altro che ripetere lo stesso tragico errore del Piano nazionale vaccini, limitando le domande per accedere al bando della Protezione civile ai soli infermieri che non hanno un rapporto di lavoro nè con il pubblico nè con il privato. Avete capito bene! Umbria e Molise escludono quel personale già dipendente del Ssn, sia i dipendenti pubblici che quelli privati. Anche chi, tra questi, avrebbe la possibilità ed il tempo per mettersi a disposizione».

Così Antonio De Palma (foto), presidente nazionale del sindacato Nursing Up, che aggiunge: «Dove stiamo andando? La coperta è corta! Vi siete chiesti perché da settimane le domande degli infermieri al bando Arcuri siano ferme a quota 3.900? E dove li troviamo quei 12mila professionisti che accettano le condizioni offerte dalle agenzie incaricate? Ma non è finita. Perchè ora, con il crollo del progetto del numero uno di Invitalia, ci pensano le Regioni a ingarbugliare le acque, facendo credere ai cittadini che siamo di fronte a un fervido impegno per trovare infermieri. Ma laddove Arcuri ha fallito accadrà inevitabilmente lo stesso anche per Umbria, Molise e altri territori dove si consumerà la medesima vergogna!».

De Palma non ha dubbi: «Stiamo sparando a salve, stiamo consumando colpi a vuoto che non centrano il bersaglio, mentre il tempo trascorre inesorabile a discapito della salute degli italiani. Ci viene da chiederci: se tra gli stessi 3.900 che hanno risposto al bando Arcuri non ci siano già i colleghi che si proporranno per il bando del Molise o dell’Umbria. Poi esiste il problema delle altre Regioni, quelle che intanto stanno facendo i loro bandi, applicando semplicemente il contratto della sanità, quindi senza prevedere il rimborso dei 1.000 euro che prevedono di dare sia in Molise che in Umbria. Ci pare ovvio che quei pochi infermieri in circolazione tenderanno a spostarsi verso le regioni che pagano di più o verso chi farà bandi analoghi, lasciando in tal modo scoperte le regioni che applicano semplicemente il contratto nazionale della sanità»

E ancora: «Ma dove pensate poi che andremo a finire se in Umbria offrono 26 euro lordi a un infermiere, quasi la metà di quanto propongono a un medico, rispetto ad appena 4 euro in più, con tutto il rispetto, per un operatore socio-sanitario? Alla faccia della valorizzazione della nostra professione! C’era davvero bisogno di questi bandi della Protezione civile riservati alle Regioni, brutta copia di quello di Arcuri? Per arrivare a cosa, se non le briciole? Ben 42 ore a settimana per gli infermieri, mentre il bando Arcuri ne proponeva 38: in ogni caso questa gente dovrebbe lavorare anche di più di quanto prevede il contratto dei dipendenti della sanità pubblica, cioè 36 ore. E addirittura i bandi mettono anche in preventivo la possibilità di far fare straordinari, come se 42 ore fossero poche!  Ma ci rendiamo conto?».

Redazione InfoNurse

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