Nursing Up, De Palma: «Vergognose le previsioni dell’Aran in relazione agli aumenti previsti per il nuovo contratto»

Forse nemmeno 97 euro medi, ancora una volta le briciole! Vogliamo sperare che adesso taccia chi sminuiva il valore di quei 100 euro di indennità specifica che in 30 anni nessun altro sindacato era riuscito a ottenere»

«Ci giungono notizie, in questa ore, che come se non bastassero fomentano il clima di allarmismo che stiamo vivendo per la poca considerazione di cui gode ormai da tempo la nostra categoria. La Regione Piemonte ha siglato un accordo con i medici di medicina generale per portare avanti il piano vaccini. Mentre sembra che possa essere in corso anche una “pericolosa” rimodulazione del programma di assunzioni a tempo del Commissario Straordinario Arcuri per sopperire alla mancanza di infermieri (solo 3900 sarebbero quelli che hanno fatto domanda): anche in questo caso potrebbero assumere oltre 8mila medici. Uno smacco, un ulteriore calcio nel fondo schiena agli infermieri italiani. L’ennesimo atto di scarsa considerazione!»

ROMA 20 GENN 2021 – «Dal rapporto semestrale sulle retribuzioni per i dipendenti pubblici effettuato da Aran (agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni); emergono in queste ultime ore tutte le novità in previsione per il rinnovo 2019/2021. Le abbiamo lette con attenzione, comparto per comparto; e per quanto riguarda ciò che dovrebbe spettare ai nostri operatori sanitari, non possiamo che rimanere a dir poco sbalorditi.

I sentimenti che si susseguono sono poi di profonda amarezza, rabbia e frustrazione. E ancora una volta, per gli infermieri italiani, dopo un anno di serrate battaglie contro la morte, nel periodo storico più difficile e delicato per una sanità italiana letteralmente allo sbando; sorretta solo con la forza della professionalità della nostra categoria, in vista del nuovo rinnovo contrattuale, in previsione ci vengono proposte niente altro che le briciole.

Null’altro che i fondi del caffè. E non esistono maghi o sibille che possano svelarci una verità diversa da questa. Ciò che emerge leggendo gli scritti di cui parliamo mette in evidenza; senza se e senza ma, che gli infermieri italiani non sono assolutamente equiparati contrattualmente a quelli degli altri paesi europei. E non lo sono nemmeno i colleghi delle altre professioni sanitarie. 

Stiamo parlando di un “possibile” aumento contrattuale che si traduce, per noi professionisti sanitari, in un ennesimo pugno in pieno viso. 

Alla luce di queste previsioni, come sindacato non possiamo che guardare con un “sorriso a 32 denti” al traguardo dei “nostri 100 euro” al mese; in più, ottenuti con l’indennità di specificità infermieristica, ed esaltare fino in fondo il valore della “nostra” recente vittoria. 

E lo stesso dicasi per gli ulteriori 100 milioni messi a disposizione per le altre professioni sanitarie nella finanziaria del 30 dicembre 2020, frutto di una campagna di sensibilizzazione a tappeto, verso tutti i componenti della commissione bilancio della Camera.

Nessuno dimentichi infatti che solo il Nursing Up, con le sue manifestazioni e il suo sciopero nazionale, in pochi mesi, è riuscito a ottenere tutto questo. Una indennità di specificità infermieristica di 100 euro per 12 mesi, e sottolineerei 100, quindi superiore a quei 97 euro di aumento previsti dall’Aran dopo anni ed anni di attesa

E dove sono oggi quei sindacati che si sono precipitati a bollare come una miseria i nostri 100 euro di indennità ottenuta; e che tuttavia oggi sarebbero pronti ad accettarne in silenzio poco più di 90 per un rinnovo contrattuale che aspettiamo da svariati anni mentre ai dirigenti, come al solito, ne arriveranno ben 330?».

Così Antonio De Palma racconta il clima che si respira nel mondo infermieristico dopo la comunicazione dei dati dell’Aran come previsione dell’aumento contrattuale.

«Nessuno si permetta più, continua De Palma, di denigrare il valore del nostro traguardo. Ma vi rendete conto? Oggi dove saremmo, senza questi 100 euro di indennità specifica, che rappresentano soldi in più in busta paga, e che ci consentiranno almeno di respirare?  

L’indennità da noi ottenuta è solo una piccolissima voce della vasta e complessa realtà di un contratto di un infermiere. Ma per fortuna questi 100 euro nel nuovo contratto non ce li toccherà nessuno. Rappresentano oggi, alla luce di quanto sta accadendo, una pietra miliare della nostra storia sindacale, ma anche un nuovo punto di partenza da cui riprendere le nostre battaglie.

Paradossalmente noi sì, noi possiamo anche lamentarci di questo importo, ed infatti chiediamo che venga integrato ulteriormente con altri 400 euro al mese, ma lo facciamo con la sicurezza di averne già conquistati 100. In questo senso continueremo a lottare. 

Ci sentiamo fieri e orgogliosi di noi stessi. Ci ricordiamo ogni momento di quante migliaia eravamo a Milano, a Piazza Duomo il 4 luglio, e di quante svariate migliaia di colleghi, provenienti da tutta Italia, hanno affollato il Circo Massimo il 15 ottobre; e di quanto forte era la delegazione del Nursing Up al Comitato di Settore della Sanità dove abbiamo rivendicato i nostri diritti la sera del 15 ottobre. L’indennità specifica conquistata per gli infermieri, e i 100 milioni di euro destinati ai colleghi delle altre professioni sanitarie rappresentano finalmente un concreto inizio per la nostra reale valorizzazione.

Un successo che ci siamo guadagnati da soli. Senza l’aiuto di nessuno! Manifestazione dopo manifestazione, flash mob dopo flash mob, striscione dopo striscione.

Abbiamo pubblicamente invitato più volte gli altri sindacati a scendere in campo con noi, ma non lo hanno fatto, eccezion fatta per il COINA. E mentre gli altri stanno a guardare, noi continueremo a lottare per il cambiamento.

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