In considerazione dell’attuale inquadramento dei professionisti sanitari in possesso di laurea triennale abilitante, operanti all’interno della Polizia di Stato, con particolare riferimento agli infermieri, la scrivente O.S. chiede interventi presso le competenti sedi istituzionali al fine di ottenere l’accesso e la definitiva collocazione di tali professionisti nei ruoli direttivi e dirigenziali della Polizia di Stato, con le stesse modalità previste per le altre professionalità.
Si propone, a tal fine, l’istituzione di un nuovo profilo di funzionario tecnico di “governo generico” che permetta ai laureati triennali abilitati all’esercizio di professioni sanitarie, il cui titolo è necessario per l’accesso ai ruoli dell’Amministrazione, di vedersi rico- nosciuto il dovuto sviluppo di carriera, consentendo, inoltre, l’accesso alle qualifiche diret- tive e dirigenziali dei laureati quinquennali nelle classi LM/SNT1, LM/SNT2, LM/SNT3 e LM/SNT4 con compiti di direzione, gestione e organizzazione del settore e del profilo di appartenenza. Chiediamo che si ponga rimedio quanto prima a questa grave sperequazione.
Nell’ambito delle professioni sanitarie è cruciale riconoscere e regolamentare la possibilità di esercitare la libera professione per tutto il personale sanitario della Polizia di Stato. Tale necessità trova fondamento in disposizioni legislative e giurisprudenziali rilevanti, che delineano l’importanza di tale prerogativa per il benessere della collettività e il buon funzionamento delle istituzioni.
In particolare, si pone l’attenzione sull’ art. 52 bis del D.L. 5 ottobre 2000 n. 334 secondo cui i medici e i medici veterinari della Polizia di Stato sono esentati dalle norme di incompatibilità relative all’esercizio delle attività libero-professionali.
HGarantire a tutti i professionisti sanitari della Polizia di Stato la libertà di esercitare la pro- fessione in modo indipendente e libero rappresenta non solo un atto di giustizia, ma anche un’opportunità per arricchire il panorama professionale nel settore sanitario. Inoltre, questo consentirebbe loro di mettere a frutto le proprie competenze in contesti diversificati, contri- buendo così al benessere della collettività.
È pertanto cruciale che le normative vigenti sull’esercizio dell’attività libero profes- sionale, al di fuori dell’orario di servizio, siano aggiornate e ampliate per includere tutto il personale della Polizia di Stato esercente una professione sanitaria, garantendo pari opportunità di sviluppo professionale e di contributo al sistema sanitario nazionale.
In particolare, si chiede l’intervento di codesta Fnopi (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), quale ente rappresentativo della professione infermieristica, al fine di garantire un adeguato supporto e tutela per i professionisti infermieri coinvolti in questa transizione.
In conclusione, la facoltà di esercitare la libera professione per le figure sanitarie all’interno della Polizia di Stato rappresenta un’opportunità per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi sanitari.
Redazione InfoNurse
Fonte: Nurse Times
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