Roma 18 giugno – Semplificazione della PA da fare subito e a costo zero, fabbrica delle competenze per rendere più efficace l’incrocio di domanda e offerta nel mondo del lavoro, indice di forza e di debolezza delle aziende per definire il livello ottimale del costo del lavoro e dei salari, riforma fiscale con l’estensione della no tax area per redditi fino a mille euro, piano straordinario per le infrastrutture per rafforzare la competitività del Paese e investimenti nel Mezzogiorno a sostegno dell’intero sistema economico.
Sono queste alcune delle proposte che la Confsal – presente con il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta e il Responsabile del Dipartimento Trasporti e Infrastrutture, il V. Segretario Generale Pietro Serbassi, ha illustrato nell’ambito di un confronto che si è tenuto al Cnel in merito al piano di rilancio sul tavolo degli Stati generali promossi dal governo.
Il Consiglio nazionale del lavoro e dell’economia ha redatto un Documento, si legge nell’intervento della Confsal, “che risulta ampiamente condivisibile soprattutto per la necessità di avere, in questa delicata fase socio-economica, il massimo coinvolgimento sociale” e per l’esigenza di “dover accompagnare la ripresa economica con interventi di welfare e di innovazione, partendo da quelle senza o con esigui costi per le nostre finanze pubbliche“.
Per il rilancio del Paese, sarà necessario, ha sostenuto poi il V. Segretario Serbassi, un grande piano per le infrastrutture e un impegno particolare nel Mezzogiorno. Le dotazioni infrastrutturali, si legge nel documento consegnato al Cnel, oltre ad essere “un volano fondamentale per favorire la crescita dell’occupazione, lo sviluppo dell’economia e la ripartenza degli investimenti pubblici e privati”, sono anche indispensabili per conseguire “la visione di un sistema Paese più competitivo, più accessibile e più attrattivo”. Tornare ad investire nel Mezzogiorno, conclude Serbassi, non risponde solo all’esigenza di favorire la crescita delle aree meno sviluppate, ma ad una logica di interdipendenza economica e produttiva che estende gli effetti delle risorse spese al Sud all’intero Paese.
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