CNAI: Un nuovo ruolo della dirigenza infermieristica ed il riconoscimento delle competenze avanzate, per una sanità al passo con i tempi
Si celebra oggi la giornata internazionale dell’Infermiere e mai come in questo periodo l’evento assume un significato così profondo. La professione infermieristica ha subito due volte le conseguenze della pandemia: la malattia che ha provocato sofferenza e morti, nei professionisti e talvolta nelle relative famiglie; lo stress lavorativo, psichico e fisico, del quale si pagheranno gli effetti per lungo tempo o forse per sempre.
L’eccezionalità degli eventi non può che essere motivo di riflessione riguardo al futuro, perlomeno perché non si debbano continuare a subire scelte non sempre coerenti con le necessità assistenziali, che in diverse parti del Paese hanno compromesso situazioni già di per sé molto complicate.
La sanità italiana deve fare tesoro della competenza infermieristica, nelle dinamiche assistenziali come in quelle organizzativo-gestionali. Dal 10 agosto 2000 (legge 251) nelle aziende sanitarie operano gli Infermieri Dirigenti e forse sarebbe stato questo il momento di affidare loro le scelte in grado di fronteggiare la pandemia, evitando soluzioni organizzative che non sempre hanno risposto in maniera pertinente ai reali bisogni degli assistiti.
Proposta esagerata? Domandiamoci allora perché Biden ha nominato Susan Ortega, Infermiera, come Surgeon General, cioè la massima autorità sanitaria negli USA. Il Surgeon General è il capo esecutivo dello United States Public Health Service Commissioned Corps, il portavoce delle questioni di salute pubblica del Paese, che fornisce agli americani le migliori informazioni scientifiche disponibili su come migliorare la loro salute e ridurre il rischio di malattie.
Che la professione infermieristica sia cresciuta, anche in Italia, lo dimostra l’investimento culturale operato nel contesto universitario, con percorsi di formazione che comprendono ormai tutte le opportunità: laurea triennale, laurea magistrale, master di specializzazione di I e II livello, dottorati di ricerca. L’infermieristica deve ora evolvere verso competenze avanzate, in grado di affrontare e risolvere problemi di salute senza dover necessariamente dipendere da altre figure, nei contesti territoriali come nell’emergenza-urgenza.
La sanità del futuro dovrà nascere tenendo conto delle esperienze maturate durante il periodo pandemico, ma anche di quanto la professione infermieristica può offrire ad uno dei beni più preziosi per la comunità: la salute pubblica.
È questo l’auspicio del Nucleo CNAI Umbria (Consociazione Nazionale Associazioni Infermieristiche) e per questo ci adopereremo insieme a tutti i colleghi che ne fanno parte.
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