Coronavirus, Nursind Teramo scrive alla Asl: “Emergenza sottovalutata”

Di seguito la lettera aperta inviata dal sindacato infermieristico al direttore generale Maurizio Di Giosa.

Caro Direttore,
è ormai alla luce di tutti il fatto che la Asl di Teramo abbia sottovalutato le potenzialità di contagio del Covid-19 nonché le possibili ripercussioni sul SSN; al riguardo sono state ripetutamente ignorate le segnalazioni che questa segreteria ha più volte formulato, sia per le vie brevi, che formalmente già dal 21 febbraio scorso.

La difficile situazione oggi in essere è anche frutto e conseguenza di un atteggiamento incurante e superficiale di una parte della Dirigenza Medica. Tali plurimi atteggiamenti ci hanno condotto, nel rispetto dei lavoratori che rappresentiamo, ad assumere una posizione fortemente critica rispetto alle scelte aziendali ed a condurre una battaglia volta a salvaguardare la salute di tutti i lavoratori, dei pazienti che questi assistono e, non meno importante, delle famiglie di ciascuno di essi.

La richiesta di DPI appropriati ad ogni situazione è stata, infatti, evidentemente diretta ad evitare quello che purtroppo abbiamo visto accadere nei reparti di oncologia e medicina. Questo virus ha la sua arma più potente nella forza di nascondersi ed essere tanto silente quanto contagioso;  è per questo motivo che abbiamo sempre sostenuto che l’uso di adeguati DPI fosse indispensabile per TUTTI gli operatori ed anche per i pazienti.

Dopo settimane di battaglia finalmente apprendiamo, con grande soddisfazione, il cambio di rotta della posizione della ASL rispetto ai temi trattati. Siamo soddisfatti ed orgogliosi nel leggere che la ASL ha deciso di sanificare i reparti che hanno ospitato ed ospitano pazienti risultati positivi al Covid-19 e di eseguire i tamponi a TUTTO il personale dei 4 PP.OO. Lo abbiamo chiesto sin da subito. Con questa decisione oggi sarà possibile compiere un reset, partire da “zero” e programmare nuovi percorsi e procedure dedicate.

Il sindaco del Comune di Teramo, che ha condiviso le nostre stesse preoccupazioni, ha avuto un ruolo importante in questo cambio di rotta e lo ringraziamo. Lo ringraziamo anche per la tempestiva attivazione per la ricerca di strutture da destinare, in caso di necessità, a ospitare temporaneamente i professionisti sanitari impegnati nell’emergenza. Siamo sicuri che tale atteggiamento possa essere di esempio e stimolo ai sindaci dei comuni che ospitano gli altri PP.OO. (Giulianova, Atri e Sant’Omero).

Non è scontato sottolineare che anche i 3 PP.OO. periferici hanno una loro importanza nella gestione di questa emergenza, ciascuna per il diverso ruoli che assume; molto spesso i detti presidi sono “abbandonati” alla individuale politica di gestione dei rispettivi Direttori Sanitari, spesso non in linea con le disposizioni aziendali, ciò crea  sperequazione con gli altri PP.OO. e disorientamento negli operatori.

 Il ruolo dei Dirigenti delle professioni sanitarie si riduce alle mere comunicazioni di decisioni giunte dall’alto, non condivise né concertate e la loro competenza è spesso invasa dai DS, i quali ritengono di poter estendere il loro potere direttivo sul personale di tutto il comparto.

La Direzione delle Professioni Sanitarie ha ritenuto di doversi occupare principalmente della gestione delle ferie e dei permessi del personale, peraltro in maniera poco chiara, mediante un susseguirsi di circolari che hanno generato e generano tutt’oggi confusione nei coordinatori, tanto da creare disparità di trattamento nelle varie UU.OO..

La confusione è stata poi aggravata da ordini di servizio che hanno mutato la sede di lavoro di alcuni dipendenti senza prevedere, come indicato nel CCNL, il rimborso delle spese di trasferta. Allo stato attuale, nonostante le numerosissime segnalazioni e gli innumerevoli suggerimenti che questa segreteria ha fatto pervenire, con scopo collaborativo, alla direzione delle professioni sanitarie, non si è stati  – e sembra non lo si sia ancora oggi  – capaci di riorganizzare il personale, formarlo e strutturare percorsi di affiancamento. Il tutto con gravi e ovvie ripercussioni sul personale infermieristico dovute a paura, nervosismo e  tensione, pure collegate al particolare e angoscioso momento che tutta la Nazione sta vivendo ad al quale il detto personale non è esente, né immune.

La Unità di Crisi
Ancora una volta la Asl ha ritenuto superfluo munire l’organo di Crisi delle specifiche competenze della professione infermieristica. Nella costituzione della Unità di Crisi è poco considerata, pure avente un ruolo non trascurabile nella gestione della emergenza la figura infermieristica. Riteniamo che, fino a quando l’Azienda non riconoscerà l’importanza del contributo che la professione infermieristica può e deve dare, nella gestione ed organizzazione dell’Azienda, sia o no questa in stato di crisi, difficilmente essa sarà in grado di operare delle scelte e fornire servizi completamente soddisfacenti per l’assistenza ai pazienti, la cui gestione ricade, appunto, nella specifiche competenze della professione infermieristica.

DPI
La carenza dei DPI è ed è stato uno dei problemi principali che  l’Azienda non è stata in grado di gestire. Aver sottovalutato la loro importanza ha reso maggiormente critica la situazione.  Se gli ordini dei DPI fosse partito a febbraio ora, ad emergenza conclamata ed in un momento in cui questi scarseggiano, non ci troveremmo a dover lesinare mascherine, tute, visiere guanti e soprascarpe. Manca una disposizione chiara per l’uso dei DPI, ancora oggi vediamo operatori lavorare senza indossare DPI.

USCA
Per le quattro USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), che dovrebbero essere attive dalla prossima settimana, speriamo esse non siano l’ennesima occasione per attuare la consueta disparità di trattamento, anche economico, tra le figure professionali coinvolte.  Tenuto conto dell’importanza del progetto e delle attività e competenze professionali necessarie, quasi totalmente infermieristiche, ci auguriamo un coinvolgimento degli infermieri, sin dalle fasi iniziali del progetto, nella organizzazione e sperimentazione del servizio.

Percorsi di sicurezza
Auspichiamo che i percorsi di sicurezza già attivi presso il PO di Teramo, siano estesi  anche ai presidi periferici nei quali, e valutati correttamente adattandoli alle esigenze organizzative e strutturali. Torniamo a ribadire che, in un momento di emergenza come questa, dovrebbe esserci un indirizzo comune per tutti i presidi, concordati e coordinati tra tutti i Direttori Sanitari e tutti i Dirigenti delle professioni sanitarie. 

Protocolli e procedure
Abbiamo sempre sostenuto l’importanza di tali percorsi e siamo lieti di apprendere che sono stati adottati percorsi e protocolli specifici per le emergenze ictus e cardio-vascolari, per le UUOO di radiologia, per i laboratori e per i servizi trasfusionali e per l’area materno-infantile.

Potenziamento organico
Conosciamo le difficoltà connesse al reclutamento di personale Medico, continuiamo, però a sostenere che l’Asl di Teramo sottovaluti e sottostimi le necessità di personale infermieristico e tecnico assistenziale  (OSS), non comprendiamo, quindi, la reticenza nell’attingere alla “ricca” graduatoria del personale infermieristico che, lì abbandonata, grida vendetta. Tantopiù che, ad oggi, il poco personale reclutato è stato assunto mediante società di somministrazione (Etjca) o ricorrendo addirittura a contratti Co.Co.Co: personale alle prime esperienze lavorative, con contratti di lavoro di uno o due giorni, messo ad affrontare situazioni a dir poco critiche. Riteniamo che, anche in questo caso, la direzione delle professioni sanitarie avrebbe potuto e dovuto prendere decisioni più coraggiose, nel rispetto del suo ruolo di garante della professione, gestendo l’emergenza mediante l’organizzazione ed assegnazione del personale (già in forze e/o neo assunto), coerente ai curricula ed alle specifiche competenze di ciascuno, sfruttando al meglio le risorse a disposizione.

Istituti contrattuali
Ci auguriamo che questa sia la volta buona per a riconoscere il lavoro svolto dagli infermieri sul campo. Da tempo rivendichiamo il diritto al pagamento della indennità di sub intensiva a tutto il personale infermieristico in servizio al 118, al PS, nelle UU.OO. di Neurochirurgia e Cardiochirurgia.  Speriamo che questa sia la volta buona per porre fine alla discriminazione che i dipendenti della ASL vivono rispetto alle altre ASL Abruzzesi, nelle quali è riconosciuta la detta indennità e ciò non solo durante l’emergenza covid-19, ma ordinariamente. Per l’attuale momento di emergenza chiediamo, invece, che venga riconosciuta l’indennità di malattie infettive a TUTTO il personale in servizio nei 4 PP.OO.  in ragione del rischio al quale è sottoposto e della particolare condizione creata dalla pandemia. Allo stesso modo chiediamo che la ASL attivi l’istituto delle POA per il personale infermieristico chiamato a far fronte alla attività aggiuntive derivanti dall’emergenza Covid-19, con ciò equiparando il trattamento contrattuale ed economico del personale infermieristico, e di tutti gli altri operatori del comparto, a quello del personale medico e dirigenziale. Troppo spesso accade che i Dirigenti vedano aumentare il loro stipendio per attività non svolte direttamente da loro, o per l’attivazione di Pronte Disponibilità che non hanno ragione di esistere, se  non quella di distribuire “gettoni premio”.

Sappiamo benissimo che questo nonè il momento di polemizzare ma dobbiamo tenere a mente quanto è accaduto all’interno della nostra Azienda, al fine di fare anche per il futuro le opportune valutazioni e scelte. Non possiamo, quindi, dimenticare il crollo del tendone del “pre-triage” a Sant’Omero alle 3:00 di notte ripristinato solo il mattino seguente; le disposizioni che prima vietano l’uso delle mascherine e poi lo obbligano (giustamente); le disposizioni che regolano l’accesso tramite il “pre-triage” senza una corretta organizzazione; le disposizioni che vietano di portare l’acqua da casa e contestualmente l’uso dei distributori automatici, senza prevedere un servizio di ristoro fruibile a tutti i dipendenti. E potremmo continuare per molto ancora.

Auspichiamo, quindi, che le future disposizioni, circolari, procedure e decisioni prevedano il coinvolgimento del personale direttamente coinvolto. Come detto, siamo consapevoli del fatto che questo non sia il momento delle polemiche, non possiamo permettercelo, ma è il momento di recuperare il tempo perso. Riteniamo opportuno continuare nella ricerca costante di soluzioni organizzative che possano migliorare il benessere dei lavoratori e degli assistiti. Noi ci siamo e ci saremo sempre, per l’azienda che rappresentiamo e per la professione che orgogliosamente svolgiamo, ma soprattutto per tutelare i diritti dei lavoratori e di coloro che hanno bisogno di assistenza.

Redazione InfoNurse

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