NOI VS COVid-19

Assurda la situazione mondiale, che coinvolge tutti gli stati del mondo, portati a combattere un’emergenza, sembrerebbe quasi incontrollabile!

Parlo da uno degli ospedali , come tanti, colpiti da casi di Covid-19, asintomatici e non, non parlo da una zona rossa! Per il momento la situazione è sotto controllo e i casi sono stati allontanati e messi in isolamento in apposito reparto dedicato alle malattie infettive, parlo in quanto , essendo infermiera mi sento quasi in frontiera, il coronavirus è tra noi, e oltre gli ospedali potrebbe essere in qualsiasi posto!

Raccomando l’utilizzo dei DPI e igiene delle mani, limitazione di luoghi affollati, e ascoltare i primi campanelli d’allarme, e avvertire le autorità competenti e rivolgersi ai numeri dedicati. Limitare gli accessi ai pronto soccorsi se non in casi strettamente necessari.

UTILIZZO DEI DPI

Usiamo DPI, dispositi di protezione individuale, tralaltro non sempre adeguati, che dovrebbe proteggerci dalla contaminazione, ok la situazione a lavoro è questa, tutti dotati di mascherine, dagli operatori sanitari, pazienti e parenti, e i casi sospetti isolati e indagati.

Cosa sono:

Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) stabilisce che i DPI in ambito lavorativo debbano rispettare le norme previste dal D.Lgs. 475/92: l’art.74 dà la seguente definizione di Dispositivi di Protezione Individuale:

“Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

Sono divisi in 3 categorie:

  • categoria: dispositivi per attività che hanno un rischio minimo (effetto vibrazioni, raggi solari)
  • categoria:semplicemente, qui vengono inclusi i DPI che non rientrano nelle altre due categorie e che sono legati ad attività con rischio significativo. È richiesto un attestato di certificazione di un organismo di controllo autorizzato.
  • categoria: dispositivi che proteggono il lavoratore da gravi danni permanenti alla salute o con rischio di morte, a questi appartengono: gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici , e altri usati per altri ambiti.

Le mascherine chirurgiche sono fatte indossare dal paziente con sospetta o accertata patologia trasmissibile per droplet o per via aerea (sindrome influenzale, TB, Meningite, SARS, ecc..) e proteggono l’operatore dalla trasmissione.

Le mascherine FFP2 e FFP3 sono mascherine dotate da una valvola unidirezionale , con filtro. Indicate per attività che possono determinare una elevata concentrazione di agenti biologici sotto forma di aerosol nell’ambiente (broncoscopie, manovre che inducono la tosse).

Elevata efficienza filtrante del 98%. Quelle con valvola espiratoria non vanno indossate dal paziente infetto o sospetto tale. Devono coprire il naso, la bocca e il mento ed aderire al volto; dotate di doppio elastico, stringi-naso con guarnizione di tenuta (con/senza valvola di espirazione).

Mi sento in dovere di elogiare la mia categoria, INFERMIERI, e tutte le altre categorie che lavoro in ambito sanitario, in particolare chi lavora in aree di emergenza, che tutti i giorni nonostante tutto, va a lavoro, mettendo da parte le proprie paure, soggetti a volte a forme di razzismo ed emarginazione, a volte anche con toni scherzosi, perché lavorano come me, in aree critiche e quindi più “esposti emergenziale”, posso dire di essere fiera di dare aiuto in un momento del genere verificatosi durante la mia carriera lavorativa, e fiera e ringrazio i miei colleghi ,terrorizzati al di là di essere contagiati, di contagiare i propri cari, famiglia , bambini piccoli, altri hanno a casa parenti o genitori anziani, immunodepressi, o semplicemente cagionevoli, anche loro tutti e dico tutti sono con me in prima linea, sono comunque in prima linea!

FORZA! SIAMO IL MOTORE DELLA SANITA’.

Riceviamo e pubblichiamo da Federica Campagnone

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Redazione InfoNurse

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