La prevenzione degli eventi caduta nelle S.S.O.O.

Le cadute dei pazienti, all’interno delle strutture sanitarie, è uno degli eventi avversi più frequenti e più sottovalutati infatti tutt’oggi nel nostro paese ,nella maggior parte delle realtà sanitarie, le cadute non fanno parte dei sistemi di gestione del rischio clinico implementato ne quantomeno esistono strumenti validi per la localizzazione, precisa, dei pazienti a maggior rischio di incorrere nel’evento stesso.
Le cadute ,infatti ,rappresentano un problema di significativa importanza nell’ambito del ricovero, in una struttura sanitaria (ospedale, RSA, Centri di Riabilitazione, ecc.), dei pazienti, soprattutto anziani, infatti, l’evento, oltre a poter causare lesioni al paziente crea una condizione di insicurezza all’interno del paziente anziano che lo induce a limitare l’attività fisica compromettendo la propria autonomia e la qualità di vita.
Cosa si intende per evento caduta? Per evento caduta si intende l’evento in cui il paziente/visitatore viene trovato seduto o giacente al suolo oppure che riferisce di essere caduto e di essere riuscito a ritornare nel letto o sulla poltrona/sedia. In questa definizione sono comprese anche tutte le situazioni in cui il paziente ha rischiato di cadere.

TIPOLOGIE DÌ CADUTA

Secondo Morse (1996) ci sono tre tipi di caduta che possono coinvolgere il paziente anziano ricoverato:

  1. accidentali, quando la persona cade indipendentemente dalle proprie condizioni di salute. Sono causate il più delle volte da fattori ambientali quali ad esempio i pavimenti umidi o la scarsa illuminazione (questo tipo di cadute può essere prevenuto con azioni correttive a livello ambientale, scegliendo presidi idonei e sensibilizzando lo staff sanitario);
  2. fisiologiche prevedibili causate da fattori legati alle condizioni della persona come, ad esempio, la mancanza di stabilità nella deambulazione (questo tipo di cadute può essere ridotto attraverso l’individuazione del paziente a rischio e l’implementazione di azioni atte a prevenire la caduta);
  3. fisiologiche imprevedibili causate da fattori legati alle condizioni della persona ma che non possono essere previste come ad esempio infarto, ictus, svenimenti o fratture patologiche dell’anca.

Si stima che circa il 14% delle cadute verificatesi in strutture sanitarie sia classificabile come accidentale, l’8% come fisiologico imprevedibile, mentre il restante 78% rientrerebbe fra le cadute fisiologiche prevedibili.

FATTORI SCATENANTI

Nella letteratura più recente ed in particolare in alcune revisioni sistematiche e metanalisi, il riesame critico dei diversi studi ha consentito di selezionare e confermare due set di fattori di rischio divisi in fattori di rischio intrinseci ed estrinsechi .I fattori di rischio intrinseci più rilevanti sono: Età, fattori fisiologici età – dipendenti,alterazioni organiche e funzionali connesse all’invecchiamento , alterazioni dello stato mentale, anamnesi di cadute precedenti ,assunzione di alcune classi di farmaci (Lassativi,Diuretici, Antipsicotici, Sedativi, Benzodiazepine, ecc…), disturbi motori ,deficit visivi ed uditivi ed altre patologie proprie del paziente
In questo gruppo sono contenuti tutti i fattori che possiamo ritrovare nel paziente e tali fattori di rischio possono essere individuati tramite un accurato esame obbiettivo ed un dialogo con il paziente/parente che l’infermiere, durante la compilazione della cartella infermieristica (dove e presente ) deve effettuare per valutare il rischio caduta del paziente ed nel caso in cui il paziente risulti positivo a questa valutazione dovrebbe monitorare con maggiore cura il paziente per non incorrere nelle evento avverso.
Nel secondo set di fattori rilevati dalla revisione della letteratura ritroviamo i fattori di rischio estrinsechi o comunemente definiti “fattori ambientali” cioè fattori legati agli ambienti dove risiedono i pazienti durante la degenza come ad esempio la presenza di pavimenti umidi o la mancanza di scorri mano nel tragitto stanza – bagno.
Tali fattori possono essere facilmente riscontrati tramite un a piccola analisi dei presidi tramite l’utilizzo della classifica Smith (2005) dei fattori di rischio estrinsechi . Studio Sperimentale
Dal mese di aprile del 2012 al mese di settembre del medesimo anno ho condotto uno studio sperimentale all’interno del Presidio di Riabilitazione Funzionale “Giovanni Paolo II” Kentron di Putignano valutando tutti gli eventi caduta avvenuti in quei sei mesi. Durante questi mesi i vari soccorritori riportavano ,su un apposita scheda (Tab. 1), ora e data dell’evento, descrizione dell’evento, fattori che possono aver contribuito all’evento, N° del letto del pz ed la firma del segnalatore(soccorritore ) con corrispondente professione.

Tabella 1: Modulo Registrazione Cadute
Preme evidenziare, innanzitutto, che le frequenze dell’evento caduta sono basse.
Si tratta di un evento la cui importanza non è data dalla quantità quanto dal fatto stesso che si verifichi. I pazienti caduti, analizzati in questo studio sono stati in totale n. 23; si ritiene siano una sottostima del fenomeno in quanto a volte succede che il paziente o visitatore non riferisca l’accaduto al personale sanitario. Le schede utilizzate dai soccorritori (allegato 1) hanno permesso di ricostruire nel dettaglio ogni singolo evento di caduta e di valutare i fattori ambientali, organizzativi e le condizioni cliniche del paziente che possono aver contribuito al verificarsi dell’evento stesso.
Per quanto riguarda il luogo della caduta (grafico n. 2), i pazienti cadono più frequentemente in camera (15 cadute pari al 65%), solitamente nella salita o discesa dal letto ma questo aspetto verrà valutato nel prossimo paragrafo.
Dopo la camera da letto, ritroviamo il bagno con 5 casi di caduta pari al 22% ed a seguire abbiamo le cadute nel corridoio (tragitto stanza-bagno) pari al 13% con 3 eventi.

Grafico n. 1
Durante lo studio ho anche valutato le modalità di caduta più frequenti è dalla mia valutazione e emerso che le modalità di caduta più frequenti sono le cadute da scivolamento da sedia a rotelle. Come si evince dalla tabella n. 2 e dal grafico n. 3 tali cadute sono dovute principalmente ai movimenti sulla sedia a rotelle (es. il paziente viene ritrovato per terra con la sedia a rotelle dietro di esso, senza freni, il paziente scivola al disotto del tavolino della sedia a rotelle ritrovandosi sul pavimento, il paziente togliendo il tavolino della sedia ha rotelle scivola sul pavimento …) ed alle cadute dalla stazione eretta (per cedimento delle gambe, vertigini, cali pressori, ecc).

Tab n. 2: Modalità e luoghi di caduta

In seguito, ritroviamo le cadute da letto con e senza spondine di protezione (la prima modalità è accaduta nel 13% dei pazienti esaminati e la seconda modalità si è verificata nel 9%).
Questa tipologia di caduta è stata maggiormente riscontrata in pazienti con patologie neurologiche (demenze) o con alterazioni psicomotorie (gravi stati d’ansia o agitazione notturna).
Con il 9% dei casi ritroviamo i pazienti che cadono mentre si rialzano dal WC ed infine con il 13% ritroviamo i casi dove la descrizione dell’evento non è chiara o è completamente assente (es. il paziente viene ritrovato sul pavimento riverso sul fianco sinistro,…).

Grafico n. 2

Gli esiti delle cadute (grafico 3) sono nella maggior parte dei casi senza danno (74%); tra le tipologie di lesioni più comunemente riscontrate ritroviamo le ferite lacero-contuse e le escoriazioni (26%) che causano un prolungamento della degenza dei pazienti da un giorno sino ad arrivare anche a dieci giorni.

Grafico n. 3

Cosa fare per prevenire questi gravi eventi?
Per prevenire il rischio di caduta è importante:
-Valutare ogni paziente utilizzando schede di analisi appropriate (come la scala di Conley o la scala di Stratify) per poter inquadrare subito i pazienti con rischio più elevato;
-Informare i parenti sul rischio caduta e sugli eventuali rischi che il pz. può correre ;
-Creare eventi formativi per tutto il personale sulla gravità degli eventi caduta è quindi formare personale in grado di rispondere in maniera pronta al verificarsi di un evento;
-Valutare attentamente gli ambienti aiutandosi con le varie scale di valutazione;
-Controllare i presidi sanitari(letti,comodini,….) e nel caso di malfunzionamento intervenire con manutenzione dei presidi.
Potrei continuare all’infinito ad elencarvi svariati e svariati modi per prevenire gli eventi caduta ma secondo il mio parere il modo per prevenire questo evento resta soltanto uno è consiste nell’effettuare una BUONA PRATICA ASSISTENZIALE .

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