Shc-Migep: “La corsa per proteggersi dal Covid-19”

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Angelo Minghetti.

Egregio Direttore,
come rappresentanti della categoria operatori sociosanitari “oss”, esprimiamo un disappunto su quanto la protezione civile e il governo ha attuato: “Provvedimento sul reclutamento di oss come volontari in un’emergenza Covid-19”, venendo, di fatto, a mancare quel rispetto verso questa figura; invece di essere stipendiati dallo stato e forniti di un vero contratto, è posta una retribuzione forfettaria, un rimborso spese, cosa che non avviene per gli infermieri e medici.

Fino a ieri il Ministro della Salute Speranza ha considerato l’oss, una figura “non d’interesse sanitario”, negandogli, di fatto, un ruolo come previsto dalla legge 3/18, adesso è un “CIVISun ruolo di soldato e cittadino, il legionario della sanità Italiana. Possiamo definire la guerra degli ultimi.  L’Oss a volte è ibrido, a volte personale delle pulizie, a volte infermiere, oggi a volte nominato “ eroe in corsia”, forse va bene così; c’è chi ha perso il lavoro, altri in cerca di lavoro sapevano che accontentandosi, almeno un pezzo di pane lo avrebbe portato a casa e invece hanno trovato la morte o si sono infettati.

Migliaia di oss contagiati e altri in rianimazione, senza la possibilità di tutela, una macchina burocratica italiana che oltre aver negato la legge 3/18 area socio sanitaria, li mandano al macello a mani nude, utilizzando anche studenti oss senza titolo, poi non parliamo di concorsi pubblici truccati, contratti da operaio di base. Inoltre, altro panorama indica Cooperative, strutture residenziali e semi residenziali che aggirano decreti, e trascurate dalla politica e dal sistema, dove la politica rimbalza la propria responsabilità ad altri. Da anni sono divenute ricoveri di comunità, ma le normative non hanno adeguato i parametri, ambienti, posti letto, tecnologie, personale, presidi DPI, anzi sono state affidate ad appalti al ribasso

Un covid 19 che ha fatto esplodere una bomba, una sanità pubblica in ginocchio, i politici e i governatori che non ammettono i propri errori e il loro fallimento e difendono a spada tratta tutto ciò che è stato fatto, è molto preoccupante. Una burocrazia che in questo momento non dovrebbe esserci, una burocrazia e una superficialità che sta ammazzando tutti anche i Politici che hanno costruito un castello di burocrazia regalando molti soldi al privato.

Molti OSS affrontano la pandemia, ora affronteranno una crisi globale senza precedenti, una mancanza di risorse e una lotta per salvarsi la vita; Infatti, come accade in molte strutture residenziali molti oss in assenza di DPI hanno dovuto comprarsi tute e mascherine per salvaguardare se stessi e i loro famigliari, altri hanno dovuto costruirseli, mentre alle dogane per una burocrazia ostile sono bloccate per poi essere distribuite con il contagocce, e i Nas continuano a sequestrare mascherine non a norma.

In molte strutture il personale è dimezzato molti operatori sono in malattia, i tamponi non sono eseguiti, le strutture non hanno intenzione di spendere ulteriori soldi, gli oss infetti non gli viene riconosciuto l’infortunio, un altro punto debole del sistema. Fino a quando i vertici sceglieranno la quantità “ soldi – utenti” e non la qualità, ci sarà sempre una voragine tra cura e assistenza, e fino a quando non si comprenderà che prendersi cura e avere rispetto dell’utente/anziano è umanizzare l’assistenza, l’obiettivo sarà sempre più lontano…. L’argomento umanizzare e umanizzazione delle cure e dell’assistenza è stato un mantra, ma se in primis viene considerato solamente un guadagno, e la politica, che in ossequio ai dikatat imposti dall’UE, ha massacrato la sanità pubblica lasciando sguarniti le fasce più deboli, anziani e disabili ora c’è la necessità di riflessione e di costruire una sanità pubblica più forte.

Credo che tutti abbiamo ben compreso il valore di un Servizio Sanitario Pubblico e i professionisti stanno scrivendo la storia, un inchino, e un grazie a tutti i professionisti e gli operatori sociosanitari e le persone che combattono questa pandemia in prima linea, Infermiere, medico, Oss, psicologo, tecnici di radiologia, farmacisti, e tutte quelle figure indispensabili al funzionamento dell’assistenza e della sanificazione.

La professione oss, senza dubbio, è fra le più stressanti ed emozionalmente impegnative. Per esercitarla in sicurezza ha bisogno di una formazione elevata poiché svolge attività profondamente umana che espone al dolore, alla sofferenza e alla morte. Un professionista indipendentemente da dove lavora, affronta ogni giorno eventi emotivamente drenanti, assistendo anche a eventi di affermazione dal vivo come la nascita di un bambino, qualcuno che si sveglia da un coma, un paziente che ci riesce nonostante tutte le probabilità, può ricordare, perché esercitare una professione come l’oss e l’importanza del suo lavoro che svolge, quotidianamente, ha un solo significato, si chiama professionalità.

Gli oss nella pratica si trovano spesso di fronte a situazioni che sfidano le credenze morali personali, eventi di vita e morte, improvvise emergenze impreviste e conflitti di ruolo professionale sono alcuni esempi dei tipi di situazioni che sono più difficili da affrontare.  Il disagio morale è uno dei motivi in cui l’oss si trova costantemente a sviluppare strategie efficaci per far fronte con successo alla dimensione etica in una preoccupazione di gestione importante.

Una considerazione positiva può aiutare gli oss a sentirsi apprezzati, condividendo le loro esperienze e intuizioni onestamente e apertamente e sentirsi liberi di sviluppare la loro professione non li fa sentire un civis. Una cultura negativa può far sentire gli oss non apprezzati, negare loro l’opportunità di essere ed esserci in modo professionale e come rimarcare che sono solo legionari della sanità Italiana abbassando la testa e andare avanti con il lavoro… Oltre 25mila oss si sono candidati per far parte dell’unità in emergenza covid 19.

E’ ora di mettere un vero riposizionamento politico riconoscendo l’oss nell’area socio sanitaria, lasciarlo com’è, attualmente, è un’ingiustizia, poiché l’oss ormai è un attore, produttore di se stesso, protagonista in questi nuovi scenari.

COSA CAMBIERA’…  Tutti gli operatori sociosanitari e di assistenza sociale lavoreranno insieme per aiutare le persone anziane e le persone con esigenze più complesse a ricevere il giusto supporto al momento giusto e, ove possibile, a vivere bene e indipendentemente dal profilo gestendo le proprie condizioni, lasciarlo così, è ingiusto nei suoi confronti di professionista, e nei confronti di tutti gli ospiti e utenti.

Gli infermieri hanno dichiarato il 2020 Anno internazionale degli infermieri e ostetriche. Le Federazioni Migep e shc oss, dichiarano che il 2020 resterà nella storia perché tante categorie hanno combattuto in prima linea a costo della loro vita, sono 19 gli oss e un infermiere generico figura storica della sanità caduti nel loro dovere professionale per Covid-19. Il 29 maggio 2020 “Giornata dell’oss” sarà l’anno nazionale per ricordare. Ci domandiamo: Quanti di quei morti si potevano evitare? Quanti anziani si potevano salvare? Nessun politico se lo chiede?

Redazione InfoNurse

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Antonio Russo

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